Nemo propheta in patria Il comitato arbitrale dell’UEFA ha designato per la finale tutta tedesca tra Bayern di Monaco e Borussia Dortmund di Champions League 2013 che si giocherà sabato 24 maggio a Wembley,
Nicola Rizzoli detto della Mirandola dal paese di origine. In
barba alla campagna che il Corriere dello Sport ha condotto contro l’architetto che nel 2006 era stato anche eletto presidente della sezione AIA di Bologna, rinunciando un anno dopo alla carica. La stessa città che come qualche maligno ha già fatto notare ha dato i natali a Collina, che la IFFHS, Federazione mondiale degli storici e degli statistici del calcio con sede in Germania, ha eletto miglior arbitro del mondo di tutti i tempi, dopo aver esaminato nel gennaio 2010 tutte le graduatorie in materia arbitrale degli ultimi 22 anni, a partire dal 1987 e che il presidente UEFA Michel Platini ha nominato nel luglio 2010 designatore UEFA, carica che lo ha spinto a dare le dimissioni di designatore arbitrale nel campionato italiano.
Nel febbraio di quest’anno, in occasione della partita
Juventus Napoli che si riteneva essere la sfida clou per la conquista dello scudetto, Il Corriere dello Sport si è reso responsabile di una
campagna denigratoria contro Rizzoli, motivata dalla presenza dell’arbitro, che dal 2007 è internazionale, nella finale di Supercoppa Italiana disputata a Pechino dell’11 agosto 2012 tra le stesse squadre. Una partita dagli esiti negativi per il Napoli, che concluse l’incontro in 9 e subì pure l’espulsione di Mazzarri nel finale, permettendo alla Juventus di recuperare per due volte lo svantaggio e di chiudere con il punteggio di 4 a 2 che le consegnò per la quinta volta il trofeo. In realtà l’arbitro dell’incontro fu Mazzoleni e Rizzoli era solo uno dei due arbitri d'area , ma
sotto la sua sorveglianza avvenne l'episodio di Vucinic, che contrastato da Fernandez ottenne un rigore. La partita è passata alla storia per il comportamento assai poco sportivo del Napoli, che già prima del fischio d’inizio si era reso responsabile di un episodio di spionaggio degli allenamenti juventini e aveva finito per non presentarsi nemmeno sul campo per la premiazione.
I titoli del Corriere dello Sport erano stati alla vigilia della designazione arbitrale per lo scontro al vertice di marzo di campionato di questo tenore:
“Napoli-Juve: si allunga l’ombra di Rizzoli” (19 febbraio) e
“Non mandate Rizzoli a Napoli-Juve” ( 27 febbraio). Lo stesso quotidiano sportivo diretto da De Paola aveva trovato anche altre motivazioni per scongiurare la designazione, di fatto poi affidata a Orsato, mentre a Rizzoli era andato il match tra il Milan e la Lazio, la cui direzione arbitrale era stata criticata da un altro articolo del 3 marzo dal titolo:
“E volevano dargli Napoli-Juventus” . Alberto Della Palma, autore del pezzo, aveva attribuito a Rizzoli l’episodio occorso nella partita contro il Catania, quando era stato annullato un gol regolare di Bergessio ritenuto in fuorigioco. Anche in quel caso Rizzoli era arbitro di porta.
Nel dopo-partita di Juventus Napoli Conte aveva fatto delle critiche chiaramente riconducibili al giornale di De Paola, contestando
una volontà di condizionare le designazioni arbitrali. Mentre non si capisce se Il Corriere dello Sport stesse cercando di indirizzare il sentimento popolare verso una nuova calciopoli, nel tentativo di togliere legittimità all’operato di Rizzoli trovava anche il modo di contraddirsi il 17 febbraio appellandosi alla stampa straniera.
“La stampa catalana contro Rizzoli: è amico di Mou” (Link) era lo scoop proposto per giustificare la sconfitta in casa dei blaugrana contro l’Arsenal. Dimenticando che l’idea di una cupola in comune tra bianconeri e nerazzurri più che la fantascienza rasenta la follia.
Tuttavia il Corriere dello Sport ha recuperato una certa coerenza, a giudicare dai toni con i quali ha salutato la designazione di Rizzoli per la finale di CL bollandola come una volgare compensazione. E’ di mercoledì 23 maggio la chicca dal titolo:
“Rzzoli: scelta che sa di compensazione”Commenta l'articolo sul nostro forum!">(link). Dopo aver puntualizzato che la classe arbitrale italiana, tanto rea in patria, è invece apprezzatissima all’estero, si ricorda come da 13 anni mancasse un arbitro italiano in finale di CL, dal biennio favorevole che aveva visto Collina arbitrare nel 1999 Manchester United-Bayern e Braschi nel 2000 Real- Valencia a Milano. La compensazione sarebbe relativa all’errore commesso dal “prescelto” nel derby milanese dello scorso 27 maggio, quando Rizzoli ammise di aver sbagliato a dare il rigore su Boateng contrastato regolarmente da Julio Cesar.
Lo stesso Proença, designato per la finale di CL 2012 fra Bayern e Chelsea avrebbe poi diretto anche la finale degli Europei destinata a Rizzoli, a causa della qualificazione conquistata dalla nazionale di Prandelli. Scrive Edmondo Pinna : “… lo spagnolo Carballo era pronto per bruciarlo sul filo. Ma la designazione, che sa tanto di compensazione, ha retto....”.
Siamo in Italia, la patria di chi non può esservi profeta. Rizzoli è considerato il miglior prodotto della classe arbitrale italiana dai tempi di calciopoli, poiché proprio nel 2006 iniziò la sua ascesa. Per la cronaca
anche il suo nome entrò nello scandalo di calciopoli in seguito ad alcune dichiarazioni di Zamparini a Radio Radio del 16 aprile 2010, quando raccontò un aneddoto secondo il quale Moggi avrebbe procurato la designazione proprio di Rizzoli per la partita del campionato di serie B 2003/2004 Verona Palermo 1 a 2 del 22 maggio 2004. L’episodio consentì a Narducci di ottenere nel processo di calciopoli un periodo da destinare a un supplemento di indagini, insieme con la testimonianza di Gianfelice Facchetti, che portò in aula un memoriale del padre. Entrambi gli espedienti condussero a un nulla di fatto.
A monito, nell’imminenza della ripresa del processo di Napoli, ricordiamo alcuni titoli apparsi sui giornali nel maggio 2006. “Arbitri, così Moggi dava ordini” - (Repubblica) (04/05/2006); “Se l'arbitro è sveglio, dimezza l'Udinese” - (05/05/2006), celebre per l’abbaglio preso dalla Gazzetta dello Sport su una frase pronunciata da Giraudo dopo e non prima di Udinese Juventus, a commento di una rissa in campo; “Tutti gli arbitri di Moggi: saltano fuori i nomi” - (Corriere della Sera) (05/05/2006); “Moggi mette nei guai il mondo degli arbitri” - (Il Giornale) (05/05/2006); “Arbitri, Dondarini e Dattilo adesso rischiano la carriera” - (Repubblica) (07/05/2006); "Così il sistema Moggi ha falsato 29 giornate" (La Gazzetta dello Sport) (12/05/2006).
Le sentenze del processo di Napoli e del cosiddetto breve che vede ormai imputato il solo Giraudo non sono ancora definitive. Ma Dondarini è stato assolto e non vi è traccia delle 29 giornate di campionato falsate, poiché su questo punto sia la sentenza sportiva che quella ordinaria sono chiare: il campionato 2004/2005 non è stato alterato.
Nel novembre 2007, nell’ambito di alcuni appuntamenti promossi dal professore e giurista Vittorio Grevi, dal nome “I martedì del Corriere della sera”, sottotitolo “Legalità e giustizia. Diritti dei cittadini e difesa sociale”, Pier Luigi Vigna ebbe a dire: “Come si può dire che un processo dei media, specie quello televisivo, non influenzi il processo reale?”. Rispose il critico e giornalista Aldo Grasso: “La giustizia mediatica, specie quello che si vede in televisione, influenza e condiziona le strategie difensive, per esempio. E quindi può influenzare il processo”.
Qualcuno lo ricordi al direttore del Corriere dello Sport.
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