Fino al 2006 era colpa sua, di "Lui"; perché c'erano fenomeni veri in Italia: il "più grande allenatore d'Europa" e un dirigente di straordinario talento che non vincevano nulla a causa sua, di "Lui". Gli esoneri a ripetizione, i fallimenti tecnici coronati da operazioni di mercato "alla Mexes", i passaporti falsi, persino consigliati ad altri dirigenti "onesti" poco importavano, tanto la colpa era sempre sua, di "Lui".
Adesso "Lui" non c'è più nel calcio, da almeno sette anni; e da almeno sette anni loro hanno campo libero, non hanno più ostacoli a bloccare le loro carriere, il loro talento.
Strano, quindi, che i risultati siano sempre gli stessi, identici, se non peggio, rispetto a quando c'era "Lui". Adesso loro hanno un solo vero, grande, insormontabile ostacolo da superare:
non avere più il migliore degli alibi da accampare per coprir le proprie pudenda. Adesso loro hanno un solo, vero, grande, insormontabile nemico da affrontare: loro stessi; il loro presunto "talento", la loro presunta "competenza", il loro sicuro, ineluttabile, evidente fallimento, perché alla fine della fiera,che ci sia "Lui" o che non ci sia, il risultato, non cambia:
fallimento era prima, fallimento è adesso. Vuoi vedere che Moggi, il "Lui" a cui facciamo ovviamente riferimento, non c'entrava proprio nulla in merito alle carriere di certi personaggi? Vuoi vedere che i loro fallimenti erano dovuti solo ed esclusivamente alla loro mediocrità evidente?
Parafrasando Erich Maria Remarque: niente di nuovo sul fronte farsopolaro.
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