In casa Napoli, quando c’è da parlare delle proprie qualità, non amano la falsa modestia. Un paio d’estati orsono, alla vigilia di un’amichevole contro il Barcellona,
Mazzarri ci raccontò che la storia dei campani era simile a quella dei blaugrana e previde che il Napoli avrebbe raggiunto i livelli dei catalani, di lì a poco. L’incontro poi terminò 5-0 per Messi e compagni, il Barcellona ha continuato a vincere titoli (l’ultimo, quest’anno, con 15 punti di vantaggio sul Real, mentre il Napoli festeggiava un secondo posto come se fosse un mondiale), ma questi sono dettagli poco più che insignificanti.
Successivamente, i partenopei ci spiegarono che il sistema di gioco di Conte, qualunque esso fosse, era una copia sputata delle loro alchimie tattiche. E, forse per questo, al termine della stagione 2011/12 pensarono bene di esporre cartelloni per festeggiare il titolo di
“Campioni d’Italia”, pur essendo arrivati a 23 punti dalla Juve, prima in classifica, e migliorando di conseguenza il record interista del 2006, quando i nerazzurri si auto-assegnarono uno scudetto a 15 punti dai primi classificati (strano caso, sempre bianconeri).
Infine, è toccato al calcio continentale. E De Laurentiis ha spiegato al mondo il segreto del successo del Borussia Dortmund: “
Adottano la mia filosofia”. Effettivamente, se non fosse che i tedeschi sono reduci da due titoli nazionali consecutivi ed hanno raggiunto la finale di Champions Leauge, perdendola negli scampoli finali, sarebbero praticamente uguali. Ma, a parte queste leggerissime differenze di risultati, sorge spontanea una curiosità. Considerando che
la squadra napoletana, l’ultima volta in cui si è ritrovata in finale, non ha partecipato alla premiazione degli avversari (ancora una volta la Juve), avendo da ridire su un arbitraggio non sufficientemente compiacente, sarebbe interessante capire dal patron campano come avrebbe reagito al posto del Borussia, dopo avere perso all’ultimo minuto una finale di Champions League (non di Supercoppa Italiana…) in cui l’arbitro ha risparmiato il secondo giallo ad un avversario, impedendo quindi alla sua squadra di godere della superiorità numerica per oltre 20 minuti (più eventuali supplementari). Avrebbe lasciato la sua squadra in mezzo al campo ad applaudire i freschi campioni, come hanno fatto quelli del Borussia? È legittimo dubitarne, ma forse siamo noi ad essere troppo prevenuti.
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