Se due indizi non fanno una prova, poco ci manca. Il primo indizio l'ha fornito qualche giorno fa
John Elkann, quando, in risposta ad un giornalista, ha affermato che il fantasista montenegrino della Fiorentina è forte e che se ne dovrebbe parlare meno, ma concretizzarne l'acquisto. Il secondo l'ha fornito
Beppe Marotta a margine della partita del cuore svoltasi allo Juventus Stadium, quando durante uno scambio di battute fra il serio e il faceto con Piero Chiambretti, l'ha ribattezzato
"Juvetic". Nell'ottica di rafforzamento e di ringiovanimento del reparto offensivo, Jovetic pare essere una pedina di indubbio valore sia tecnico che tattico. Attaccante moderno, capace di ricoprire più ruoli, nasce seconda punta, ma sa giostrare anche da ala sinistra nel tridente d'attacco e, all'occorrenza, anche da prima punta; atipica, ovviamente.
Giunse in Italia giovanissimo, nell'estate del 2008, acquistato dalla Fiorentina grazie all'intuizione proverbiale per i talenti dell'est di Pantaleo Corvino. Nelle prime due stagioni rivelò immediatamente un talento superiore, seppur il suo tabellino personale registrasse poche segnature in campionato, al contrario delle manifestazioni europee, dove si segnalò soprattutto nella Champions' League '09/'10.
L'anno successivo si fermò per l'intera stagione a causa di un terribile incidente al ginocchio destro, dal quale è guarito perfettamente, anche se nelle due ultime stagioni, Jovetic ha alternato prestazioni di grande livello ad altre decisamente modeste e quest'alternanza nel rendimento lascia qualche dubbio sull'effettiva e completa ripresa da tale infortunio; va comunque detto, che, da quando è rientrato, Jovetic ha sensibilmente migliorato le sue medie-gol stagionali, chiudendo a quota 13 l'attuale stagione ed a quota 14 la precedente.
L'anno scorso, durante la sessione estiva del calciomercato, la Fiorentina stipulò un "gentlemen agreement" col giocatore, ovvero la società chiese a Jovetic di disputare un'ultima stagione in maglia viola in cambio della promessa di lasciarlo decidere se andar via o meno alla fine della stagione stessa, fissando una clausola rescissoria di 35 milioni di euro, clausola che, secondo gli addetti ai lavori, sarebbe più verbale che scritta.
Bene: il momento è arrivato; la stagione si è conclusa con un ottimo piazzamento in campionato per i viola, con l'esplosione dell'altro talento slavo, Ljaijc, e quindi con la possibilità per Jovetic di cercarsi un'altra squadra. Il nome della Juventus, come possibile futuro approdo del giocatore, è uscito quasi naturalmente dal mazzo delle possibili pretendenti, in quanto Jovetic ha tutte le caratteristiche che si adatterebbero al gioco di Conte, sia che il mister leccese decidesse di riproporre il più spettacolare ed "europeo" 4-3-3, sia che continuasse con il solido e "italiano" 3-5-2, sia che provasse ad avventurarsi in un improbabile, stante l'attuale rosa, 4-2-3-1, dove il talento montenegrino giostrerebbe come trequartista alle spalle dell'unica punta.
Nel 4-3-3 Jovetic potrebbe giocare ala sinistra al fianco sia di un centravanti potente, abile nelle sponde e capace di sfruttarne i cross come Llorente, sia al fianco di un centravanti tecnico, abile nel dialogo stretto coi compagni come Vucinic, che fra l'altro conosce benissimo, militando i due nella stessa nazionale, il Montenegro; ma in questo modulo Jovetic potrebbe anche essere impiegato, all'occorrenza, come centravanti puro capace di venire incontro alla palla e di chiudere gli "uno-due" sia con le ali che con gli interni di centrocampo.
Nel 3-5-2 potrebbe giostrare come seconda punta accanto sia a Llorente, che a Vucinic, oppure come prima punta insieme a Giovinco ed allo stesso Vucinic, qualora Conte decidesse di dare maggior libertà tattica all'ex romanista. Persino nel 4-2-3-1, modulo che personalmente riteniamo improponibile al momento, Jovetic potrebbe collocarsi con profitto, ovvero da trequartista puro dietro alla "torre" Llorente, il quale sarebbe giocatore ideale sia per favorire le incursioni del montenegrino, che per finalizzare col gioco aereo i cross delle due ali.
Quindi, avendo totale fiducia negli uomini del settore medico-atletico e nel loro lavoro che, a puro titolo esemplificativo, hanno dato nuova freschezza al talento di Pirlo appannatosi atleticamente negli ultimi due anni milanisti, riteniamo che l'acquisto di Jovetic possa portare all'attacco bianconero quelle qualità che necessitano ad un reparto che risente della perdita del miglior Del Piero e della mancata esplosione del miglior Giovinco; ma se tecnicamente e tatticamente il giocatore non si discute, alla fine il problema potrebbe essere il costo del suo cartellino: la Fiorentina parrebbe disposta a rivedere la cifra iniziale di 35 milioni, ma comunque non sarebbe affatto propensa a scendere al di sotto del limite di 28/30 milioni. In questo senso sarà fondamentale verificare se ci siano contropartite tecniche gradite al mister Montella e quanto queste possano essere valutate. I nomi più gettonati sono quelli di Fabio Quagliarella e di Luca Marrone, valutabili circa 8/10 milioni il primo e 5/7 il secondo.
Se la cessione di Quagliarella, ma anche eventualmente di Matri, si può accettare per l'età non più verdissima dei due e per il loro ingaggio non propriamente bassissimo, l'eventuale cessione del giovane talento della "cantera" bianconera ci lascia con più di un dubbio, se non nella certezza che sia sbagliata e non auspicabile, in quanto Marrone è per età e per qualità tecnico-tattiche elemento di sicuro affidamento e di crescita in prospettiva: un possibile nuovo Bonucci, ma anche un metronomo di centrocampo diverso da Pirlo, ma comunque di sicuro valore. Dire che il giovane Marrone ricordi Alessio Tacchinardi, del quale ha seguito l'evoluzione tattica alla Juve, non è cosa campata in aria, per tanto la sua eventuale cessione ci vede fortemente contrari.
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