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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 31/05/2013 11:53:12
Gazzetta non in modo così evidente!

 

Ricordate la gazzetta colpevolista? Quella sempre pronta a cavalcare presunte accuse trasformandole in una condanna ancor prima dell’inizio del processo?
Possiamo ricordare calciopoli, ma in tempi più recenti le accuse di Carobbio a Conte o quelle che hanno coinvolto Bonucci e Pepe; senza dimenticare Buffon e i tormenti legati alla tabaccheria di Parma, con servizi a reti unificate tesi a colpire il portiere della nazionale presenti per giorni in prima pagina. C’è una discriminante chiara che individua chi colpire a suon di mazzate mediatiche e chi invece tutelare, oggi ancora più evidente: il colore della maglia.

Francesco Ceniti, sulla Gazzetta dello Sport, affronta l’argomento legato alle confessioni di un boss della mafia che ha raccontato di un Balotelli spacciatore per gioco. La storia è contenuta nei verbali depositati agli atti del processo su riciclaggio e ristorazione in corso davanti alla settima sezione del tribunale di Napoli L’accortezza usata, la parsimonia con cui si invita a non prestare attenzione ad un’accusa che potrebbe non essere confermata fa quasi tenerezza, ancor più se paragonata ai titoloni sparati in prima pagina laddove da colpire era un esponente del mondo bianconero. Leggiamo insieme.

I pentiti non sempre raccontano la verita
“Il racconto del Balotelli spacciatore per «gioco» a Napoli in compagnia di due criminali è stato fatto da un pentito di camorra (Armando De Rosa) a due magistrati della Dda. Pentito, camorra e un personaggio famoso tirato in ballo. Già questi tre elementi riportano alla memoria una delle pagine più tristi della storia italiana: l’arresto di Enzo Tortora per accuse poi rivelatesi del tutto inventate.”

Il giudizio deve essere lasciato agli inquirenti
“certe dichiarazioni vanno maneggiate sempre con cura…Toccherà agli inquirenti vagliare e dare il giusto peso alle parole.”

Nuova convocazione, ma solo per sgombrare i dubbi su Balotelli
“Non è esclusa una nuova convocazione per l’attaccante, specie se De Rosa è considerato attendibile. Servirebbe anche a sgomberare i dubbi, «proteggendo» Balotelli da ogni strumentalizzazione.”

Ma non finisce qui, altro spazio viene dedicato a Balotelli con un articolo firmato da Luigi Garlando. Vi evidenzio alcuni passaggi dove le sviolinate sono evidenti ed a volte eccessive.

Mario e la ricerca della normalità
“E’ questo che cerca Mario: un pallone da buttare in rete, per divertirsi e far felice la gente. Tutto qui. Nient’altro.”

Quando è attendibile un pentito?
“Chi si domanda quando vale l’attendibilità di un delinquente pentito? Chi ricorda quanta gente è stata rovinata dalle rivelazioni dei pentiti? Come nel gioco del passaparola, le parole si perdono da un sussurro all’altro: sfumano i termini «pentito», «per scherzo».”

Il twett e il nuovo neologismo
“«Ma VERGOGNATEVI», ha scritto Mario. In maiuscolo, una maledizione urlata, appunto.
E poi: «Usate il mio nome non per odiance». Non è un errore di scrittura della parola audience. «Odiance» contiene «odio», è un neologismo splendido. Significa: «Voi mi odiate, però vi servite del mio nome per farvi ascoltare e guadagnare». Chi ha appena terminato un campionato pieno di buuu, è sensibile all’odio.”

Un bravo ragazzo
“La lotta non è per il Pallone d’Oro, l’impresa titanica è guadagnarsi una briciola di normalità. Va aiutato nello sforzo. Lui ci prova. Regala giocattoli alle curve e spera che non gli torni indietro niente di brutto.”

Incredibile vero? Pensate se con lo stesso garantismo avessero affrontato calciopoli e scommessopoli. Non aggiungiamo altro e non entriamo nel merito delle accuse che saranno vagliate da chi ha titolo per farlo. L’idea era solo quella di far notare come anche la Gazzetta sa essere garantista e la differenza che passa tra la caccia al bianconero e la beatificazione di Balotelli. Due pesi e due misure evidenti che portano alle conseguenze che ben conosciamo.

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