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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di G. FIORITO del 06/06/2013 11:29:17
Forse non era colpa di Moggi

 

C’era una volta un drappello di presunti derelitti che se ne andavano per il mondo piangendo e insinuando che la ragione dei loro insuccessi e di tutto il male del pallone fosse Luciano Moggi.

E tanto piansero e tanto insinuarono che tutta una congregazione di paladini in pectore della moralizzazione, tra i quali autorevoli giornalisti e eminenti magistrati ritennero fosse loro dovere darsi da fare sull’onda di un esasperato sentimento popolare contro la Juventus.

Tra gli eroi delle voci di corridoio e della denuncia in forma di chiacchiera da bar spiccavano alcuni prodi che negli anni pre e post-calciopoli si sono contraddistinti per aver dimostrato urbi et orbi di essere capaci benissimo di trasformare in fallimento ogni azione intrapresa di loro iniziativa nel mondo del calcio senza l’aiuto di nessuno.

Narrano le cronache calciopolesi che dalle dichiarazioni di Francesco Dal Cin partì l’inchiesta che condusse al processo di Napoli. Il 5 giugno 2004 riferì agli inquirenti che fosse “opinione condivisa dalla maggior parte dei miei colleghi che la società calcio del Messina sia stata in diverse occasioni agevolata allorquando gli incontri da questa disputati erano diretti da un gruppo di arbitri facenti parte della cosiddetta 'combriccola romana', di cui farebbero parte pure gli arbitri Gabriele e De Santis, a loro volta legati alla società Gea riconducibile alla famiglia Moggi". Per poi smentirsi durante il processo: “Sono venuto a conoscenza di certe affermazioni che avrei rilasciato al giudice istruttore di Napoli, credo che sia molto semplice smentirle, perché il senso delle mie dichiarazioni non è sicuramente stato quello. Io ho raccontato cose viste da me e da altri miei amici ma le conclusioni non erano quelle. Nessun inquisitore, nessuna prova, nessuna dichiarazione contro qualcuno, solo un racconto di cose che si dicevano".

Il 17 febbraio 2011 la FIGC ha deferito, irrogando la sanzione dell’inibizione per 5 anni, Francesco Dal Cin per il fallimento della AC Venezia avvenuto ufficialmente il 23 giugno 2005. In qualità di Presidente del Venezia fu coinvolto nella combine di Genoa Venezia del campionato 2004/2005 insieme con Preziosi, quando nell’auto di un dirigente del Genoa le forze dell’ordine scoprirono la somma di 250.000 euro destinati all’operazione illecita.

Uno con le idee confuse sembra essere Maurizio Zamparini. Il 16 aprile 2010 dichiarò: "Io sono sempre stato avversario in Lega sia di Moggi sia di Giraudo, tant'é che scrissi pure all'avvocato Umberto Agnelli, quando i due vennero ingaggiati dalla Juve, manifestandogli le mie perplessità. Ritengo Moggi il più grande intenditore di calcio, ma non un esempio di correttezza sportiva. A me piace vincere senza barare… E' naturale che Moggi si difenda ma non mi piace che tiri merda addosso alla gente e lui di merda ne ha fatta abbastanza". Zamparini era stato chiamato dal pm Narducci a deporre al processo di Napoli per chiarire quanto aveva dichiarato a Radio Radio in merito a una presunta telefonata che Luciano Moggi avrebbe fatto in sua presenza per garantire la presenza dell’arbitro Rizzoli, il migliore, in campo durante una partita del Palermo. Il 2 maggio 2012 Zamparini ebbe a ripensarci e a proposito di certi favori arbitrali ricevuti dal Napoli contro i rosanero ammise: “Hanno cacciato Moggi addossandogli la colpa di un calcio che era diventato malato ma, è evidente a tutti, siamo di fronte ad episodi ed arbitraggi inverosimili, che non possono essere spiegati se non con la malafede di questo sistema” . Terzultimo in classifica con 32 punti, il Palermo è retrocesso al termine del campionato 2012/2013 in serie B.

La peggiore rabbia e l’orgoglio calpestato per aver subito ogni genere di soprusi da Luciano Moggi sono stati espressi al massimo grado da due esponenti del calcio romano, sponda giallorossa, due autentiche celebrità che davvero non si sono risparmiate nel procacciare lavoro alle procure italiane, le quali a loro volta non si sono fatte pregare per raccogliere il generoso invito.

Tutti sanno che il processo per doping contro la Juventus ha avuto origine da un’intervista rilasciata da Zdenek Zeman al settimanale L’Espresso, nella quale dichiarava che nel calcio circolavano troppi farmaci e si diceva insospettito dalla crescita muscolare di Vialli e Del Piero. Checché ne pensi e vada dichiarando Marco Travaglio, Antonio Giraudo e Riccardo Agricola, allora responsabile del settore medico della Juventus, sono stati assolti dalla Corte d’Appello di Torino il 14 dicembre 2005 e il processo si è chiuso con una prescrizione solo in Cassazione, poiché purtroppo il tempo passa e Guariniello non vuol darsi per vinto, ma soprattutto non si è mai potuto accertare se anche questi particolari siano da addebitare alle colpe di Moggi.

Zeman, seriamente convinto di non aver mai allenato il Real Madrid, né il Barcellona, il Bayern o il Manchester per colpa dei bastoni che Moggi gli metteva costantemente tra le ruote, è andato a dichiararlo come teste anche a Napoli, dove ha riscosso un grande successo più come comico che come allenatore di calcio, instillando persino in seguito ai fatti di Lecce Parma il dubbio se l’accusa di omessa denuncia sia da considerarsi per la FIGC un privilegio di pochi, tra i quali Antonio Conte.

Ritornato senza Moggi sulla panchina della Roma, Zeman è stato esonerato il 2 febbraio 2013 per i pessimi risultati conseguiti. Il 7 novembre 2012 Moggi è stato assolto dall’accusa di averlo diffamato al termine proprio di un’udienza del processo di calciopoli.

Un articolo pepato del messaggero (Link) ci informa che anche Franco Baldini ha lasciato la carica di DG della Roma, dove sembra non aver mai riscosso dai giocatori il rispetto riservato a un capo, ma piuttosto essere stato sbeffeggiato con gli appellativi di “Shakespeare per il modo poetico di affrontare le interviste, o Pupo, per la voce che ricorda il cantautore toscano”.

Nel 2005 Baldini disse al telefono al vice-presidente della FIGC Innocenzo Mazzini, chiedendogli una buona parola per Luciano Moggi al fine di sistemare all’Arezzo il suo amico Renzo Castagnini: “Forse se ti comporti bene, quando farò il ribaltone e tanto lo farò perché io vivo per quello, fare il ribaltone e buttare tutti di sotto dalla poltrona, io ti salverò. Forse”. Castagnini dal 2008 al maggio 2010 è stato responsabile degli osservatori e del settore giovanile della Juventus. Baldini ha rischiato seriamente di diventare un dirigente bianconero nell’era Blanc/Cobolli Gigli. Poi si è ribaltato anche lui.

Forse non era tutta colpa di Moggi.

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