Non lo hanno gridato in prima pagina quelli che “orientano” come quando lo accusavano, ma con l’ufficializzazione dei deferimenti (Undici per illecito e 8 per omessa denuncia su Bari-Treviso; 18 deferimenti per illecito e 2 per omessa denuncia su Salernitana-Bari e la Bari deferito per responsabilità oggettiva) arriva la conferma definitiva
dell’archiviazione della posizione di Antonio Conte relativa al filone barese del calcioscomesse anche per la giustizia sportiva. Non è mai stato indagato, ma il suo nome è stato usato, come da tradizione antijuventina, per i soliti giochi mediatici. Media che non demordono nemmeno davanti all’evidenza. Per rendere l’idea del livello di certa informazione, segnaliamo che Sport Mediaset, ha titolato, forse come ultimo tentativo di mistificazione: “Conte si salva, Gillet 5 anni”.
La sorpresa non è la solita
confusione (chiamiamola così) di fondo della giustizia sportiva che agisce con modi e tempi non equi, quanto
l’ennesima conferma di una diversa interpretazione dei codici e delle norme sportive a seconda di chi è il giudicato e di cosa si vuole ottenere. E se Antonio Conte è stato condannato con quella formula tanto ricercata quanto ridicola del “non poteva non sapere”, Ranocchia, tirato in ballo da un pentito credibile a giorni alterni e a discrezione di Palazzi & Co, esce dallo scandalo senza nemmeno essere deferito. Ranocchia poteva non sapere. Degli 11 giocatori titolari scesi in campo nella famosa partita contro la Salernitana, solo in due (tra cui Ranocchia) non sono stati deferiti. E questo la dice lunga sulla decisione che, secondo la Gazzetta dello Sport, è arrivata in ritardo proprio per l’incertezza sulla posizione da tenere per il difensore nerazzuro.
Precisiamo: nessuna accusa a Ranocchia; in mancanza di prove certe è giusto che non subisca conseguenze che potrebbero comprometterne la carriera.
L’accusa è diretta ad una giustizia sportiva che non è credibile. Basta dare un’occhiata alla recente gestione del calcioscommesse per valutare come la lunga mano di Palazzi agisce con il solito doppiopesismo.
Siamo davanti ad una palese situazione che non ammette più i "forse", ma mostra con certezza una realtà innegabile: ai tesserati
Juventini è riservato un trattamento diverso dalla giustizia sportiva! Ricordiamo anche quale danno avrebbe subito l’Inter (
ancora è a credito con la federazione? ) in fase di calciomercato e ricordiamo invece, paragondola, la gogna mediatica che ha coinvolto Conte, Bonucci e Pepe la scorsa estate, con le conseguenze che tutti conosciamo e senza la minima tutela per l’immagine della Juventus e dei tesserati coinvolti.
Tralasciando la fede calcistica, l’incoerenza della giustizia sportiva è assodata e provoca danni irreparabili a società e tesserati coinvolti, oltre a far perdere credibilità all’intero movimento calcistico.
In questo modo si condizionano realmente i campionati e si palesa senza remore una diversità di trattamento che non dovrebbe essere permessa.
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