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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di L. BASSO del 08/06/2013 08:35:36
Sempre meno un giuoco e sempre di più un affare

 

Tanti anni fa un certo Giovanni Giolitti, che pare fosse un tale che la sapeva lunga pur senza mai essere andato nel salotto TV di Bruno Vespa, disse una frase tanto lapidaria quanto chiarificante: "Le Leggi per i nemici si applicano, per gli amici si interpretano".
Questa perla di saggezza, a molti anni di distanza, è quanto mai diventata una sorta di "Primo Comandamento" nelle vicende della nostra amata e vituperata nazione. Le vicende politiche, da qualsiasi parte le si guardino e con qualsiasi filtro ideologico si analizzino, sono tutto un ribollire di accuse e dita puntate pronte, all'occorrenza, a diventare mani carezzevoli che rassicurano, perchè alla fine "bisogna sempre far distinzione".
E così su qualsiasi vicenda viene montato il solito, stucchevole, teatrino.
La parte politica "A" agita i cappi, chiede ghigliottine in piazza, vuole e pretende punizioni esemplari, mentre la parte "B" giura e spergiura sull'innocenza, sull'esistenza di un complotto, e bla bla bla.
Fino a che, dopo qualche giorno, le parti si invertono; e così per una seconda vicenda magari simile alla prima, i giustizialisti della prima ora diventano garantisti, mentre chi prima gridava "bisogna fare distinzione" ora veste i panni della tricoteuse in trepidante attesa di vedere la testa mozzata rotolare nel cesto.
Anche nel gioco del calcio, che è doveroso ricordarlo, è sempre meno un giuoco e sempre di più un affare di stato, questo doppio binario è stato assunto come linea di condotta alla quale attenersi sempre e comunque.

Sarebbe facile - ad esempio - ricordare quanto accadde l'estate scorsa. "Pippo" Carobbio solleva un polverone mediatico con le sue dichiarazioni. Né i media, né tantomeno la Giustizia Sportiva si prendono anche solo la briga di trovare riscontri positivi a quanto confessato dal giocatore (che di negativi ne trovano a bizzeffe) ed è l'inizio di un terremoto che porterà per qualche mese Conte nello Skybox, Bonucci e Pepe sotto l'occhio dell'Inquisizione ed il Siena (come "danno collaterale") in serie B a fine campionato.
Beh, sorvolando sul fatto che per altri personaggi (chi ha detto Mauri?) stiamo ancora aspettando un qualsiasi provvedimento, e che per altri ancora (chi ha detto Ranocchia?) si attende, forse, che firmi per la Juve, andiamo a pochi giorni fa.
Un pentito di camorra accusa uno dei talenti del pallone italico di aver voluto giocare a fare il ghetto gangsta (personaggio che gli parrebbe cucito addosso) spacciando droga "per gioco". Premesso che sarò il primo a considerare Balotelli innocente fino a prova contraria (come l'ordinamento comanderebbe) non posso non notare quanto invece stridano gli atteggiamenti di quest'estate per "fare giustizia presto e bene" con chi ora cerca di demolire la credibilità e l'affidabilità di queste confessioni.

Ma andiamo oltre. La "doppia interpretazione" è legge anche per quanto riguarda gli insulti. Secondo la Giustizia Sportiva cantare "se saltelli..." è un coro razzista. Dire invece ad un altro avversario "brutto nero" è esporre un dato di fatto. Pogba (perché è di lui che parliamo) non sarà mica Brad Pitt, quindi può essere anche brutto, e per il nero, beh, fino a prova contraria lo è. Per tacere di quei malfidenti dei tifosi Juventini che hanno persino da criticare un'iniziativa a scopo umanitario dei tifosi Viola: avendo riscontrato che tanti tifosi in trasferta avevano problemi chiamando a casa, i club organizzati hanno stampato centinaia di magliette con su scritto "-39", nel senso di "ricordatevi che quando fate il numero non dovete mettere anche il prefisso internazionale".
Chi scrive ha qualche dubbio che il significato fosse quello, ma sai com'è, sono Juventino e quindi per definizione disonesto. Tant'è.

Ma veniamo alla chicca di questi giorni: Ricordate uno dei fondamenti sui quali poggiava il processo a Moggi e alla GEA? Già: la "violenza privata" fatta a Nigmatullin e a Boudianski per ottenere la procura alla GEA (mica Messi e CR7) oltre a quella subita dal povero Miccoli che non veniva fatto giocare al solo fine di spingere quegli scarponi di Del Piero, Trezeguet e Ibrahimovic.
Bene. Pochi giorni fa Wesley Sneijder, talentuoso calciatore olandese, ha ufficializzato alle stampe quello che tutti immaginavano si nascondesse dietro alle misteriose "scelte tecniche" e "indisposizioni" che hanno caratterizzato parte della sua ultima stagione. In pratica, pur di convincerlo a "levare il disturbo" e a liberare la sua squadra da un contratto regolarmente firmato ma che non interessava più, il piccolo olandese non veniva convocato perché aveva un brufolo, poi perché era giorno pari, poi perché l'avevano visto con un dito nel naso, e così via, senza contare altri vari dispetti (secondo ciò che ha dichiarato lui stesso) degni del fenomeno del "nonnismo" ai tempi della naja.

Eppure tutto tace... niente prime pagine, niente richieste di condanne esemplari, niente indagini... mica è ora, dai, c'è la CONFEDERESCIONCAP che attende!

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