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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di F. FILIPPIN del 11/06/2013 11:37:33
La RAI e l'arte del riciclo

 

Un vecchio proverbio così recita: “Chi sa fa, chi non sa insegna”.
Dal momento che il calcio, come noto, è un po' lo specchio della società, anche nel mondo pallonaro vige un principio molto simile, che, mutatis mutandis, potrebbe essere così sintetizzato: “Chi ottiene risultati allena, chi viene esonerato commenta”.

La Rai, costantemente alla ricerca di forze nuove per fermare l'emorragia di audience che si rivolge con sempre maggiore frequenza ai canali tematici, ne ha fatto un proprio cavallo di battaglia e si è ormai specializzata in quella che potremmo chiamare “operazione riciclo”, ovvero la sapiente opera di reclutamento di commentatori tecnici tra quegli allenatori che, volenti o più spesso nolenti, hanno guadagnato molto tempo libero, essendo stati sollevati dai rispettivi incarichi.
Ora, non ci sarebbe nulla di male nell'affidare il ruolo di spalla nelle telecronache o di esperti nelle trasmissioni domenicali a persone del settore: questi, infatti, sono, quasi sempre preferibili a certi giornalisti che, al di là delle arie che si danno, spesso collezionano interventi a sproposito, preoccupati più dal culto della loro immagine che da quello che effettivamente avviene in campo.
Quello che desta un po' di perplessità è la scelta, che ormai con regolarità cade su allenatori che non hanno ancora fatto in tempo a svuotare i propri armadietti (o i propri uffici, visto che oramai tutti i tecnici hanno aspirazioni manageriali), dopo esoneri più o meno clamorosi ed eclatanti.

E' successo, solo per ricordare il recentissimo passato, con Claudio Ranieri, abilissimo a passare dalla panchina al microfono sia dopo la fine della sua esperienza juventina (come – un po' soporifero – commentatore delle partite della nazionale), sia a ping pong tra la sua infelice avventura milanese, quale esperto alla “Domenica sportiva”.
Come non dimenticare, poi, Gian Piero Gasperini, al quale venne affidato il ruolo di commentatore tecnico in occasione dei Mondiali 2010, dopo l'esonero dal Genoa, e in occasione della Champions League nel 2011, solo poche settimane dopo la fine della sua brevissima e burrascosa permanenza sulla panchina dell'Inter.
L'ultimo caso, forse il più eclatante, è quello dell'ex tecnico nerazzurro Andrea Stramaccioni, che farà il suo esordio (notizia freschissima), in occasione della programmazione Rai dedicata alla Confederations Cup. L'allenatore romano sarà, infatti, presente su Rai 1 sia durante i pre che i postpartita dell’Italia (proprio per non farci mancare nulla, verrebbe da dire).
D'altra parte il suo palmares e la sua lunga (?!?) esperienza sulle panchine di mezzo mondo giustificano appieno il nuovo ruolo.
Il primo vanta, infatti, un prestigiosissimo torneo giovanile (di cui si è parlato, però, solo in occasione della vittoria dell'Inter), una vittoria sul Bayern Monaco futuro trionfatore in Champions League (avvenuta solo in sogno, pare...) e un secondo posto in campionato dopo una decina di partite (fa niente se il risultato finale sia stato una collezione di record negativi).
Quanto all'esperienza, beh, una quarantina di panchine in serie A gli attribuiscono senz'altro titolo per questionare sulle scelte tattiche di allenatori poco esperti quali Scolari, Tabarez, Del Bosque ecc..., che dalla loro non hanno certo mai avuto una investitura quali nuovi Mourinho.
Sulle capacità dialettiche e sulle sue doti oratorie? Probabilmente la sua qualità migliore (da sempre ben apprezzata dalla parti della Rai, per ovvi motivi territoriali) è una certa spiccata romanità, che emerge tutta dal suo accento, che, siamo certi, lo renderà apprezzato da tutti.

Qualcuno, immagino, avrà già notato come la maggior parte dei commentatori tecnici abbia alle spalle una esperienza fallimentare nell'Inter.
Favoritismi della Rai ai nerazzurri? Non direi, ma un semplice dato statistico.
Se cambi allenatore ad ogni stagione (intendendo non ad ogni “annata calcistica”, ma ogni tre mesi...), giocoforza diventerai il principale fornitore di neodisoccupati in cerca di sistemazione.
Almeno di questo non si può certo farne una colpa alla Rai...

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