A metà degli anni '80 si contendevano Roberto Donandoni, una delle ali più forti prodotte dal calcio italiano e Ruud Gullit, uno dei tre calciatori olandesi più forti di sempre.
All'inizio degli anni '90 si contendevano Roberto Baggio, uno dei talenti più cristallini espressi dal football italico, e Gian Luigi Lentini, novello Gigi Meroni che distrusse la sua carriera insieme alla sua auto.
A metà degli anni '90 si scambiavano il Roberto Baggio di cui sopra ed Edgar Davids, uno dei più forti centrocampisti mai visti su un campo da calcio.
All'inizio degli anni '00 si contendevano Alessandro Nesta, uno dei più forti centrali difensivi del pianeta e futuro campione del mondo a Germania 2006.
Poi venne
Farsopoli... Oggi, all'inizio della seconda decade del nuovo millennio, a distanza di soli sette anni da quella specie di suicidio collettivo,
Juventus e Milan pare che si stiano contendendo Alessandro Diamanti da Prato, detto "Alino", un trentenne dalla chioma bionda, riccia e ribelle, dal piede sinistro sopraffino, dalla classe pura che l'ha portato, ormai quasi a fine carriera, ad esprimersi al meglio nella prestigiosa Bologna, nobile decaduta da decenni del nostro calcio, dopo essere passato, per lo più inosservato, da Brescia, da Londra, sponda West Ham, e da Livorno.
Ed il bello è che il Bologna vorrebbe anche scucire, a chi una volta si contendeva Donadoni, Gullit, Baggio, Lentini, Davids e Nesta, persino 10 milioni di euro... Farsopoli: in quattro parole si potrebbe sintetizzare, così, semplicemente: da Donadoni a Diamanti...
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