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Attualità di M. LANCIERI del 12/06/2013 11:35:59
Juve, serve il top player

 

Sul nostro sito e sul nostro forum, le critiche alla dirigenza juventina non sono mai state risparmiate. Ma abbiamo anche gli occhi per vedere i (tanti) aspetti positivi degli ultimi anni di gestione societaria.
In primavera e in estate, c’è immancabilmente lo stesso refrain ad accompagnare il mercato bianconero: serve il top player. La stessa manfrina ci viene ripetuta poi durante la sessione invernale, quando pare che la Juve sia a caccia dei nomi più disparati, per poi non essere in grado di portare mai a termine una trattativa. Gli errori commessi negli anni passati (e che forse si ripeteranno anche stavolta) sono sotto gli occhi di tutti: i tentennamenti con Verratti, gli sforzi immani per Van Persie, mentre si bruciavano tutte le altre piste, fino al tragicomico episodio di Berbatov, fortunatamente approdato al Fulham dopo un “incidente diplomatico” tra bianconeri e viola, sono solo gli ultimi di una serie inaugurata con l’acquisto a peso d’oro di Martinez dal Catania.

Ma per onestà intellettuale, non ci si può neanche dimenticare delle cose buone. Prima fra tutte, l’arrivo del top player della panchina per eccellenza: quell’Antonio Conte che, presa in mano una squadra sull’orlo del baratro, l’ha trasformata in pochi mesi in una corazzata capace di vincere da imbattuta il campionato al primo colpo, per poi ripetersi la stagione successiva, surclassando la concorrenza.
E Pirlo, scaricato dal Milan come un “vecchio inutile”, e acquisito a costo zero dalla Juve, che gli ha dato il timone di un centrocampo tra i più forti d’Europa, è oppure no un top player? Per non parlare di Vidal, soffiato alla concorrenza del Bayern Monaco, che farebbe carte false tuttora (come buona parte dei team più forti d’Europa) per accaparrarselo. C’è poi Pogba, che è indubbiamente uno dei più grandi talenti in circolazione a livello mondiale. Senza contare chi, come Buffon e Marchisio, era già alla Juve da un pezzo, oppure chi, come Barzagli, non va sulle prime pagine dei giornali, ma per rendimento ed affidabilità è senza ombra di dubbio un giocatore di altissimo livello. Questi giocatori (insieme con molti altri) vincono da due stagioni il campionato italiano e hanno permesso alla Juve di tornare tra le prime otto formazioni d’Europa (unica, tra le italiane), dopo tanti anni di mediocrità in seguito allo scempio di farsopoli. Possiamo definirli top player, oppure quel titolo è riservato solo a chi tira freccette ai ragazzini o percepisce stipendi da 8-10 milioni, vincendo zero tituli?

C’è un giornale con le pagine rosa che si ostina a spiegare ai tifosi juventini che, per ottenere l’agognato top player, dovranno fare i conti con il cuore e accettare la cessione di un giocatore a cui erano affezionati. Dopo averci provato per mesi con Vidal, ora è il turno di Marchisio, descritto come un buon giocatore, il cui valore è più sentimentale che tecnico: «Il pubblico juventino deve entrare nell’ordine di idee che per fare là davanti il grande salto di qualità occorre lasciare un pezzo di cuore». Da queste parole, sembra quasi che la Juve deva vendere un quarantenne mediocre, ma che ha fatto una carriera in bianconero e che di conseguenza è considerato alla stregua di una mascotte dai tifosi. Il problema (più loro che nostro) è che Marchisio non è vecchio (ha 27 anni) e non è mediocre (ha quantità, qualità e segna pure un mucchio di gol). La redazione della gazzetta deve entrare nell’ordine di idee che la Juve non ha alcun interesse a svendere Marchisio, prima di tutto per una questione meramente tecnica: se ti vuoi rinforzare, non vendi i giocatori più forti che hai. E, intanto che c’è, rammenti che, oltre ai giocatori già citati, la Juve dalla prossima stagione potrà contare anche su Fernando Llorente, arrivato a parametro zero con largo anticipo. Se la Juve l’avesse voluto comprare lo scorso anno, quando era reduce da una stagione in cui aveva segnato 29 reti (di cui 7 in Europa) in 53 partite, quanto sarebbe costato? 25 milioni? 30 milioni? E allora avremmo potuto definirlo top player? Certo, fino al momento del passaggio in bianconero. Perché poi si sarebbe trasformato in un bidone, come tutti gli altri juventini. Questa è la regola, per certa carta stampata.
 
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