Il dibattito sulla questione relativa alla cessione di Marchisio rischia di diventare il tormentone pallonaro dell'estate, quasi e più del mitico top player inseguito ormai da tre anni dalla Juve. Sono settimane, ormai, che soprattutto il giornale sportivo milanese rilancia, un giorno sì e uno anche, il concetto che per comprare l'attaccante "top player" sia necessaria almeno una cessione dolorosa ed il nome più gettonato in tale senso, sarebbe quello di Claudio Marchisio.
Il passato recente, che ha il nome uno e trino di Moggi-Giraudo Bettega, ci ha insegnato che il calcio moderno prima che una questione di cuore e di affetti è una questione di denaro e di bilanci, una questione che negli anni portò ai sacrifici di Roberto Baggio, di Vialli, Paulo Sousa e Ravanelli, di Vieri e Jugovic, di Torricelli, di Inzaghi e Zidane, tutti o quasi sacrificati sull'altare del bilancio: vendere per comprare, semplicemente. Quindi, in via del tutto teorica, una eventuale cessione di Marchisio non sarebbe certo un evento unico o imprevedibile, ma comunque, oggi come allora, un evento che scatenerebbe un dibattito fra i "possibilisti" e i "contrari" alla vendita del "Principino".
Innanzi tutto dobbiamo "valutare" Marchisio: ha 27 anni, l'età perfetta per un calciatore, l'età in cui maturità tecnica e tattica raggiungono il loro apice, così come la forma fisica, per tanto è in quella "finestra temporale" nella quale il valore intrinseco del giocatore è sicuramente più alto, rispetto a quando è un giovanissimo oppure un trentenne che ha intrapreso la parabola discendente.
Detto questo, quanto può valere oggi un centrocampista che segna come una seconda punta e che sa dare equilibrio e sostanza anche alla fase difensiva? Considerando che il Monaco ha recentemente sborsato 45 milioni di euro per James Rodriguez del Porto, il cartellino di Marchisio si può, anzi: si deve attestare su quel valore; quindi si può parlare di cessione solo ed esclusivamente partendo da quella base valutativa, non una lira di meno.
Ammesso e non concesso che ci sia un club disposto a versare tale somma, a quel punto sarebbe necessaria una valutazione sull'opportunità tecnica di cedere Marchisio, visto che quella economica a quel punto ci sarebbe.
Da un lato la sua cessione porterebbe denaro immediatamente reinvestibile sul cosiddetto "top player" d'attacco; ma chi dovrebbe essere questo fantomatico essere pallonar-mitologico? Higuain? Jovetic? Tevez? Ibrahimovic? Dovremmo sacrificare un top player di centrocampo per chi? E poi: chi dovrebbe sostituire Marchisio a centrocampo? E' vero che nell'immediato i sostituti non mancherebbero ed il primo sarebbe naturalmente Asamoah, ma è anche vero che l'anno prossimo un altro top player di centrocampo presumibilmente ci lascerà: parliamo di Andrea Pirlo che nel 2014 avrà sulle spalle e sulla carta d'identità ben 35 primavere e le fatiche del mondiale brasiliano nelle gambe.
Quindi: varrebbe la pena rischiare una cessione dolorosissima sapendo che entro un anno ce ne dovrà necessariamente essere un'altra nello stesso reparto? Inoltre gli attuali centrocampisti in rosa hanno caratteristiche tecnico-tattiche diverse da Marchisio, che per tali caratteristiche e per "numeri" si avvicina ai vari Lampard e Gerrard, più che ai Pogba e agli Asamoah. Inoltre, il gioco della Juve si è retto, in questi due anni dell'era Conte, soprattutto sulla capacità degli interni di centrocampo di saper fare bene entrambe le fasi, quella difensiva e quella offensiva, con medie realizzative, in paragone, da CR7 o da Messi, nel senso che Marchisio e Vidal sono sicuramente i centrocampisti che hanno le medie gol fra le più alte d'Europa, così come i due fenomeni della Liga li hanno in attacco; allora mi chiedo se sia utile sacrificare un elemento così importante nello scacchiere tattico della squadra per rafforzare un reparto sul quale si può comunque intervenire anche senza sacrifici del genere, ricordando come nella stagione 1996/'97 la Juve campione d'Europa in carica, forte di un impianto di gioco eccezionale e consolidato, si permise di migliorare ulteriormente organico e gioco con l'inserimento, soprattutto in attacco, di giovani talenti di prospettiva e non di campioni strapagati.
Ai tifosi della Juve l'ardua sentenza.
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