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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 19/06/2013 13:46:23
AAA Stadio cercasi…

 

Mentre impazza il calciomercato, passano in secondo piano notizie tutt’altro che marginali.
Il sindaco bresciano Emilio Del Bono ha respinto la richiesta del Cagliari, che, a 48 ore dalla scadenza, voleva indicare in Federcalcio e Lega, per poter effettuare regolare iscrizione al campionato, lo stadio Rigamonti quale proprio impianto di riferimento.
Le alternative? l’IS Arenas non ha ancora ottenuto l’agibilità, il Nereo Rocco di Trieste è stato opzionato dall’Udinese, che, a causa dell'imminente ristrutturazione del Friuli, non potrà usufruirne; in Emilia Romagna gli stadi sono nella disponibilità del Carpi e del Sassuolo.
Al momento l’unica possibilità sembra essere quella di virare su Pisa.

Le vicissitudini del nuovo stadio del Cagliari hanno dell’incredibile. Un problema lungo un intero anno, culminato con l’arresto del presidente Cellino e con una quasi disperata corsa contro il tempo, per trovare uno stadio libero da poter indicare nell’iscrizione al campionato o per velocizzare le operazioni e rendere finalmente agibile la struttura sarda.

Anche il Napoli rischia di giocare la serie A 2013-2014 al Barbera di Palermo, già indicato alla Uefa per le gare di Champions League. Il Comune di Napoli non ha, infatti, ancora rilasciato il certificato di agibilità indispensabile per la Figc (in attesa potrebbe essere richiesta l'ennesima deroga per giocare, comunque, al San Paolo).
Mentre si discute di quanti milioni porterà nelle casse la cessione di Cavani, ci si dimentica di specificare che il Napoli ad oggi non ha nemmeno uno stadio agibile dove poter far giocare la sua squadra. Sembra una situazione marginale, ma la società partenopea, insieme alla Juventus e al Milan, rappresenterà la nostra nazione in Champions League, oltre a proporsi tra le pretendenti allo scudetto.
Non male per chi non perde occasione per autoproclamarsi società modello, come fatto di recente con riferimento al Fair Play finanziario.

Una fotografia che mostra la differenza abissale tra il nostro calcio e quello estero.
Carenza di strutture, stadi fatiscenti e non agibili, con presidenti che a 24 ore dal termine massimo indicato dalla Figc per iscrivere la squadra al prossimo campionato con l’indicazione dello stadio, non sanno dare risposte e indicazioni certe.
In attesa di trovare la solita furbata all’italiana per aggirare il problema (le massime istituzioni calcistiche si sono limitate a blande minacce, salvo poi chiudere un occhio o due), questa è l’organizzazione del calcio italiano.

I vari prezzemolini che occupano spazio nei vari format dedicati allo sport nazionale, anziché correre dietro alle scappatelle di Balotelli e al calciomercato inventato, perché non mostrano attenzioni anche a questi problemi ben più gravi?
Quando i tifosi troveranno i cancelli dello stadio chiusi o quando per seguire la propria squadra saranno costretti a sobbarcarsi lunghe trasferte e costi eccessivi, magari non troveranno poi così interessante l’anello di Fanny…

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