Si dice che un grande evento sportivo porti con sé un naturale beneficio economico. Persino il paese che non organizza l'evento, in caso di ottime prestazioni della squadra nazionale, ne riceve un tornaconto in termini di impatto sociale, che, per dirla in modo molto grossolano, si riversa poi in un aumento del PIL. Forse dopo la prestazione degli azzurri contro la Spagna di Del Bosque non ci si poteva aspettare una positiva ricaduta socioeconomica, di sicuro non ci aspettavamo di scoprire che la spedizione azzurra in Brasile segni un passivo di mezzo milione di euro. Nelle casse federali sarebbe entrato un milione e mezzo di euro, ne sarebbero usciti però due milioni. In un momento in cui il cittadino-tifoso è continuamente assalito dalla necessità (e dal timore) per i conti pubblici di trovare tot miliardi di qua, tot miliardi di là, anche un misero mezzo milione mal speso dà a dir poco fastidio. Perché i soldi al bilancio della FIGC sono soldi pubblici (versati in buona parte dal CONI). La FIGC potrebbe quindi farci sapere la nota spese? Potremmo capire perché invece di guadagnarci ci abbiamo perso? Così, giusto per un atto di trasparenza, per fugare quel malanimo italiano di pensare che sia stata pagata una fornitura all'amico di..., un servizio all'azienda in cui siede il fratello di..., una consulenza al socio di..., che con i soldi degli italiani non si sia pagata la trasferta e l'albergo a mogli, fidanzate, figli... Perché poi in fondo anche i compensi degli sponsor sono dovuti al seguito di pubblico della nazionale, quindi moralmente anche quelli sono nostri.
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