Che non fosse così integerrimo come ce lo avevano dipinto noi rancorosi lo avevamo scoperto da un sacco di tempo.
Forse il nome Guido Rossi per qualcuno ha significato soltanto il sinonimo di garanzia etica, in nome del titolo di un libro che ebbe a scrivere nel 1982: Trasparenze e vergogna. Le società e la borsa. Forse per quel Master of Laws conseguito già 24enne presso l’Università di Harvard. Forse per essere stato eletto senatore nei ranghi della Sinistra Indipendente tra il 1987 e il 1992. O per aver legato la sua attività di avvocato in affari a molte vicende riguardanti l’acquisizione di diversi istituti bancari e la riqualificazione di aziende in crisi come la Ferfin.Montedison in qualità di presidente e la FIAT di consulente.
A chi mastica calcio però il nome Guido Rossi non è sicuramente sfuggito in questi anni per essere stato il commissario straordinario nominato ai vertici della FIGC alle dimissioni di Carraro, il 16 maggio 2006. Ed aver vestito i panni di colui il quale materialmente ha scucito lo scudetto 2004/2005 dalle maglie bianconere per incollarlo (è difficile cucire il cartone) su quelle nerazzurre.
Che l’integerrimo professor Rossi fosse un tifoso interista lo scoprirono tutti il giorno della finale di CL vinta per 2 a 0 dall’Inter sul Bayern di Monaco il 22 maggio 2010, quando non ebbe riserve a farsi inquadrare dai canali televisivi di tutto il mondo con la sciarpa del secondo club di Milano al collo. Ma che avesse alle spalle una notevole militanza in curva o in tribuna VIP, di certo più adatta al suo rango, era già di pubblico dominio, poiché la stessa signora Milly Moratti ne aveva cantato le lodi di tifoso alla stampa: «In tribuna - racconta Milly Moratti - è un uomo passionale, tutt’altro che compassato. Ricordo un gol importante dell’Inter e ho in mente la sua reazione: si alzò e baciò e abbracciò mio marito Massimo. Rimasi colpita da quella reazione istintiva. Ma luomo è fatto così: un grande impasto di razionalità e umanità che calamita simpatia». (
Per un gol dell’Inter baciò anche Moratti)
La notizia fu da considerarsi quanto meno di cattivo gusto, avendo ribadito nel frattempo il giudice Sandulli, responsabile di aver spedito la Juve in serie B, che quella condanna era da considerarsi etica.
Il cattivo gusto aumentò, assumendo il sapore del veleno, quando Penta e gli avvocati della difesa di Moggi ci resero noti i testi delle
intercettazioni che erano state occultate dagli inquirenti e di conseguenza dal processo sportivo insieme con gli illeciti contestati all’Inter.
Con una concomitanza di tempi e personaggi dall’etica molto dubbia che si erano prestati a insabbiare l’inchiesta della FIGC sui dossieraggi illegali e a prescriverli.
Guido Rossi, mentre Nucini e Moratti riferivano a Borrelli di “cavalli di Troia”, ritornava nel settembre del 2006 alla
presidenza della Telecom, che aveva lasciato per venire a consegnare il 14° scudetto alla sua Inter, nei pressi dello scoppio dello scandalo dei dossieraggi illegali. Per poi disinvoltamente passare a una ben retribuita
attività di consulenza per l’IFIL.Come ha riportato Dagospia da Libero (
Link), l’integerrimo professore è incappato in questi giorni in una
disdicevole faccenda che lo ha visto restituire una somma di 150.000 euro cumulativa di una serie di consulenze verbali pagate la bellezza di 1860 euro l’ora dal comune di Sesto sulle ex aree Falck. La vicenda si ricollega al cosiddetto sistema Sesto, un affare di tangenti che ha visto coinvolto l’ex presidente della provincia di Milano Penati (
Link).
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