Il caldo estivo a volte dà un po' alla testa ed è difficile restare completamente lucidi?
Le ferie agostane si stanno avvicinando, mantenere la concentrazione è sempre più arduo e i risultati sul lavoro ne risentono?
E' umanamente impossibile riuscire a scrivere per mesi le stesse sciocchezze, riuscendo ad essere ogni giorno originali ed almeno un po' brillanti?
Non sono impazzito, sto solo cercando di dare una spiegazione logica (o quasi) alla tendenza ormai spasmodica dei titolisti dei principali giornali sportivi di essere creativi nel loro lavoro.
Solo un esempio:
Gazzetta dello Sport del lunedì mattina, per chi ancora la vuole sfogliare (io mi sono limitato alla versione digitale, ho la pelle delle mani delicata).
Pagina 2-3 (a caratteri cubitali, perché il titolo evidentemente meritava):
“BENITEZ, VEDI NAPOLI E POI COMPRI”. Vedi Napoli e poi compri??? Mah...andiamo avanti.
Pagina 8:
“VOGLIA DI (H)ONDA”. Voglia di onda? Ma che vuol dire...?!?
Come se non bastasse il presunto (agghiacciante) gioco di parole, anche il grafico ci ha messo del suo, corredando l'orribile titolone con una (ancora più agghiacciante) foto di Galliani a mollo e a morto a Taormina (foto che deve essere piaciuta molto, visto che è ripresa anche in prima pagina).
L'effetto è un po' quello del cetaceo smarrito prima del suo spiaggiamento definitivo...
Non è finita.
Pagina 10:
“L'ISLA CHE C'È” (qui il titolista è scusato, ma solo perchè del titolo “LA ISLA BONITA” si era purtroppo già abbondantemente abusato nei giorni scorsi...)
C'è crisi e il proprio posto di lavoro va difeso con i denti (ma davvero c'è chi di lavoro scrive solo i titoli dei giornali? boh...), è vero, ma gli sforzi per giustificare la propria esistenza professionale sembrano andare al di là del lecito a scapito del risultato finale.
Urgono impegni ufficiali e partite giocate, quando il titolista di turno potrà rifugiarsi in qualche frase semplice o (meglio ancora), limitarsi a riportare il dato numerico del risultato.
Peccato, però, lo sappiamo bene, che anche lì le bizzarrie e gli eccessi creativi (chiamiamoli così) non mancheranno.
Un momento: devo ancora trovare un titolo per questo pezzo.
Trovato: che ne dite di
“TIT(OL)ANIC”? E' proprio vero: il caldo dà alla testa e le ferie che si avvicinano compromettono i risultati del proprio lavoro...
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