Non passa giorno senza che dalle parti del
quotidiano rosaceo non si ribadisca la presunta passione della dirigenza e del tecnico bianconero per due “normali” giocatori, per i quali, sempre a detta del giornale, saremmo disposti a fare pazzie.
Mi riferisco ovviamente a
Diamanti e Zuniga, ovvero due onesti operatori pallonari, giunti ormai nella seconda fase del loro percorso calcistico, senza aver finora incantato nessuno.
Diamanti ha talento, per carità, non lo nego, ma di quel talento che per esprimersi ha bisogno di un palcoscenico alla sua portata: alla soglia ormai valicata dei 30 anni e dopo una carriera tutta in provincia, non ci pare abbia margini tali da permettergli di indossare una maglia pesante come quella della Juve, che ha affossato giocatori di livello anche superiore.
Il caso di Zuniga è ancora più emblematico: si tratta di un buon esterno destro adattato a sinistra, che si è conteso negli anni il ruolo da titolare nel Napoli con Dossena e Armero, non certo due fuoriclasse.
Ad un anno dalla scadenza del contratto si trova nella situazione di decidere se rimanere fino al naturale termine (e non giocare, probabilmente), rinnovare controvoglia o sperare in una cessione che gli consenta di firmare l'ultimo contratto importante della carriera.
Al di là degli aspetti tecnici (i giocatori possono piacere o meno e, magari, potrebbe anche essere utili in qualche maniera), quello che colpisce,
nella visione gazzettara, è il valore economico dato ossessivamente ai due. Diamanti (per il quale ogni interesse è stato espressamente escluso da Marotta) varrebbe non meno di
10 milioni, ovvero due più di Giaccherini, di cui è stato in pratica riserva in nazionale in Brasile, e uno in più di Tevez, di un anno più giovane.
Tevez, però, direte voi, è costato poco solo perché in scadenza di contratto nel 2014.
Vero. Se valesse questo principio, però, Zuniga (nella stessa situazione contrattuale – tralasciando il discorso tecnico) non potrebbe certo valere la cifra che viene riportata ossessivamente sui giornali: 8/10 milioni.
Ancora più delirante
l'ipotesi di uno scambio alla pari con Alessandro Matri, giocatore con ben altra esperienza (e risultati), il cui valore verrebbe assolutamente sminuito da una operazione del genere.
Tutto questo non ci stupisce, però.
Sono mesi, infatti, che i nostri vengono quotati al ribasso.
Per Marchisio 30 milioni sarebbe anche troppi, 40 milioni per Vidal dovrebbero farci tremare le ginocchia, Pogba (miglior under 20 al mondo) varrebbe 25 milioni e a quella cifra sarebbe un affare venderlo, per Vucinic 10/12 milioni sarebbero una proposta irrinunciabile, ecc.
Evidentemente per la Gazzetta i due titoli giunti a Torino in questi anni non sono frutto della qualità e del talento degli interpreti (che non devono valere molto, e che sono, ci pare di capire, dei miracolati), ma di qualcos'altro: i veri fuoriclasse, quelli che valgono tanto e fanno vincere (o dovrebbero far vincere), giocano altrove e per altre maglie.
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