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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 19/07/2013 13:14:19
Assoluzione mediatica prima di quella sportiva?

 

“L’intraprendente”, il cui direttore responsabile è Giovanni Sallustri, pubblica sul suo sito un articolo a firma di Sciagurato Egidio dal titolo: “Su Conte, Mauri e la giustizia (?) Nell’anniversario di Calciopoli” (Link).
Leggere una ferma posizione che si avvicina a quelle che sono da sempre le nostre denunce sorprende, abituati come siamo a dover urlare da soli contro le evidenti ingiustizie di cui si macchia da anni la giustizia sportiva.
Scrive: “per Conte si è scatenato l’inferno che ha portato alla squalifica in ambito sportivo e al pubblico ludibrio su qualunque organo di stampa e tv, mentre a Mauri è stato concesso di giocare una stagione intera da capitano e a conquistare la coppa Italia con la Lazio. Roba da matti. Con colpevole ritardo ci chiediamo “perché”? Perché il procuratore Stefano Palazzi, dopo aver assistito alla carcerazione del Mauri, non ha sentito la necessità di accelerare la di lui pratica e invece si è concentrato su quella relativa a Conte Antonio? Vien da pensare male, vien da farsi venire dei sospetti, vien da riflettere sul fatto che – nel giorno dell’anniversario della retrocessione d’ufficio della Juventus datata 15 luglio 2006 – Calciopoli non è servita a nulla. Comandano i giornali, l’opinione pubblica, il fatto che se sei l’allenatore campione d’Italia allora è giusto mazzularti; se invece sei sì il capitano, ma della immacolata Lazio, allora è legittimo che le faccende giudiziarie vadano rimandate perché tutto sia effettuato ‘con la massima cautela’” [….]
Alla fine l’evidenza e la totale mancanza di equità degli organi di giustizia sportiva, unita all’eccesso che ha accompagnato la vicenda Conte, ha portato ad una riflessione, sintomo che a furia di tirare, quella corda sta iniziando a cedere…

E’ l’eccesso, spesso usato dalla giustizia sportiva, a far riflettere maggiormente. La Gazzetta dello Sport denuncia, in un articolo pubblicato il 18 luglio, l’ennesimo pasticcio. Il Tnas ha ridotto la squalifica di Andrea Iaconi, ex d.s. del Grosseto, da tre anni e 9 mesi a quindici mesi. Il problema, se così vogliamo chiamarlo, è che Iaconi operava per conto di Camilli, prosciolto con sentenza definitiva dalla stessa giustizia sportiva e, cosa da non poco conto, Iaconi aveva confessato l’illecito. Un pasticcio figlio della confusione, la stessa che ha accompagnato le diverse gestioni dei vari scandali.
Se le contraddizioni producono questi risultati perchè fidarsi ancora di questa giustizia sportiva? Chi guadagna a sponsorizzare questa miseria, la cui evidente decadenza, non può essere più nascosta nemmeno dai principali sponsor?

C’è spazio anche per la solita partigianeria, questa volta pro-Mauri, che a breve dovrà affrontare il processo sportivo. Molta prudenza viene usata per descrivere la sua posizione "alquanto delicata", fin troppa da non dare nell'occhio, soprattutto se paragonata al trattamento riservato ad Antonio Conte. La Gazzetta dello Sport (Link all’articolo) ha tenuto a fare delle precisazioni evidenziando che le dichiarazioni che accusano il laziale, in gran parte sono da “de relato” ponendo l'accendo sulle “secche smentite” dai diretti interessati. Un caso “delicato”, in cui con parsimonia si cerca di tutelare “il diritto alla difesa”. Una cronaca al miele che sponsorizza e preserva dall’accanimento mediatico il protagonista in negativo della vicenda. La domanda (retorica) che ci poniamo è: dove si vuole arrivare? All’assoluzione mediatica ancor prima di quella sportiva e forse di quella penale?

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