Capitolo violenza, quella che a parole tutti sembrano voler combattere, ma che nei fatti continua ad essere una minaccia per il nostro calcio.
In vista dell’inizio della prossima stagione calcistica le premesse non sembrano essere rassicuranti. La Procura Federale ha già aperto un fascicolo per fare chiarezza sul
carro armato comparso il 14 luglio in occasione della festa della Dea, dove ha schiacciato – per esibizione - due macchine con simboli di altri due club rivali della tifoseria atalantina, Roma e Brescia.
Che cosa succederà quando l'Atalanta incontrerà la Roma? E’ solo una “goliardata” come l’ha definita Percassi, o un campanello d’allarme di cui tener conto visti anche i precedenti?
Altra piazza calda è quella del Brescia dove l'allenatore in seconda, Gallo,
ha rinunciato all'incarico perché minacciato dal tifo che gli rinfacciava una vecchia intervista. Un comportamento assurdo e ancora più assurda la posizione assunta dalla società che sulla triste vicenda non si è pronunciata (
comandano forse i tifosi? ).
Sul fronte
razzismo sono state inasprite le sanzioni su direttiva Uefa. Ad oggi l’unica iniziativa intrapresa dalla Figc è stata quella di infliggere multe più o meno gravi alle società e qualche daspo dove è stata possibile l’individuazione dei colpevoli.
Al primo impegno ufficiale della stagione, il Trofeo Tim, Constant ha abbandonato il terreno di gioco dopo aver tirato una pallonata verso il pubblico del Sassuolo, disturbato da cori razzisti.
La Figc ha reso noto con un comunicato di aver aperto un fascicolo per accertare la portata dell’episodio. Prepariamoci ad una stagione di fuoco con le solite strumentalizzazioni.
Problemi che derivano dalla mancanza di una sana cultura sportiva da parte dei tifosi, ma anche dall’
incertezza dettata da quella libera interpretazione delle norme e dei regolamenti da parte della giustizia sportiva. Ricordiamo tutti l’accoglienza ricevuta dalla Juventus a Napoli dove è stata messa a repentaglio la sicurezza dei giocatori e dello staff a seguito dei bianconeri. Episodio rimasto impunito.
Che cosa succederà quando la Juventus incontrerà nuovamente il Napoli al San Paolo? I tifosi si sentiranno liberi di tenere lo stesso atteggiamento violento?
Ricordiamo anche che l’unica società penalizzata dalla chiusura di una parte dello stadio (la curva) è stata la Juventus per i cori ritenuti razzisti, che i tifosi avevano rivolto all’indirizzo di Balotelli. Giova ricordare che i “buuuu” si sentono in ogni stadio e che i giocatori di colore indossano anche maglie diverse da quelle del Milan…
Quello che sorprende è come, pur nell’evidenza
dell’inconsistenza delle misure ad oggi adottate, non ci sono piani alternativi per prevenire il ripetersi di questi tristi siparietti.
Fin quando si proteggerà chi compie atti vandalici e violenti solo per tutelare determinate realtà, non si potranno adottare misure convincenti di prevenzione. Una sensibilizzazione che deve essere diretta ad educare il tifo, ma non solo.
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