La sentenza della disciplinare legata al caso Mauri sarà nota nei prossimi giorni ma, come da buona abitudine, i media ne hanno già
anticipato i contenuti. I principali quotidiani sportivi si sono già espressi:
non essendoci la certezza dell’illecito a carico dei deferiti (Mauri compreso), non può essere accolta la richiesta del procuratore federale Palazzi. Cadendo l’illecito, le società non saranno penalizzate (Lazio-Genoa-Lecce), ma potrebbero scattare multe per omessa denuncia. Secondo il
nuovo orientamento dei processi sportivi, dall'iniziale accusa di illecito si arriverebbe alla semplice violazione dell'articolo 1 del regolamento sportivo (principi di lealtà e correttezza). Stefano Mauri, per il quale la Procura Federale ha chiesto 4 anni e 6 mesi di squalifica, potrebbe cavarsela – come scrive il Corriere dello Sport - con una condanna di 6 mesi. Scrivono: “La Disciplinare prepara le sentenze: resterebbe in piedi soltanto l’omessa denuncia per la gara di Lecce. Palazzi, nel caso, sarebbe pronto a ricorrere alla Corte di Giustizia Federale. Cadrebbe dunque in gran parte l’impianto accusatorio per il biancoceleste. Pronta a cadere anche l'attendibilità di Gervasoni: resterebbe in piedi solo l'omessa denuncia per Stefano Mauri con riferimento alla gara della Lazio con il Lecce” (
Link).
Il tutto in attesa delle novità – già annunciate - che a settembre dovrebbero arrivare dalla Procura di Cremona. Le ultime indagini dello Sco conterrebbero nuove prove, definite schiaccianti, anche a carico di Mauri che potrebbero addirittura riaprire il processo sportivo. L’appello alla Cgf è previsto per il 13 agosto con decisione nella stessa giornata.
Ancora
nessuna certezza arriva dalla maxi inchiesta sportiva condotta da Palazzi in merito al calcioscommesse, ma tanta confusione e la solita arrampicata sugli specchi per salvare “gli amici di amici” e limitare i danni per le società coinvolte Un altro buco nell’acqua quello in cui potrebbe cadere Palazzi che farebbe affondare completamente le certezze dello scandalo (ma è mai esistito?).
I testimoni “attendibili”, quelli sulle cui confessioni Palazzi ha puntellato l’accusa, smentiti dalle sentenze, hanno ottenuto comunque uno sconto consistente a seguito dei patteggiamenti come "collaboratori".
Con questo nuovo scenario che si va delineando, è chiaro che sono stati fortunati quegli imputati giudicati con il nuovo orientamento dei procedimenti sportivi, quello che va alla ricerca della certezza dell’illecito; meno fortunati quelli che sono stati condannati con la retrograda formula di presunzione di colpevolezza, secondo la quale alla giustizia sportiva basta il sospetto per procedere alla condanna.
Non propriamente un modo equo di garantirsi super partes. Se le anticipazioni saranno confermate, le pressioni della piazza, i tempi dilatati dell’inchiesta e la solita partigianeria, finiranno per rendere ancora meno
credibile il metodo con cui si affrontano scandali così gravi e le cui conseguenze minano profondamente la credibilità del calcio.
Dovremmo domandarci: come fa Palazzi a richiedere pene così pesanti senza avere certezze tanto da essere sconfessato dagli stessi tribunali sportivi? C’è troppa leggerezza nella richiesta delle pene o c’è troppa leggerezza nei verdetti dei successivi gradi di giudizio?
Qualunque sia la decisione c’è qualcosa che non va e sarebbe ora di porvi rimedio.
Commenta l'articolo sul nostro forum!Scarica e diffondi l’ultimo numero! Clicca sull’immagine!

Scarica gli arretrati