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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 02/08/2013 15:13:24
Flop della giustizia sportiva sul calcioscommesse

 

Ci saranno forse a settembre, dopo le ferie e con calma, clamorosi sviluppi sul calcioscommesse, per ora è un flop completo targato FIGC.
L’inchiesta di Palazzi è stata completamente inutile; se qualcuno ha combinato partite guadagnandoci sopra, l’ha fatta franca. Non tutto è stato vano. L’ambaradan montato dai media per istigare l’antijuventinismo, quella particolare lotta che interessa quel popolo becero di tifosi che non riesce ad accettare chi è più forte sul campo, ha fatto proseliti. Quelli cioè che si appellano agli scandali per mascherare i fallimenti. In questo senso il contesto è stato funzionale ed ha raggiunto l’obiettivo prefissato.
Del calciscommesse in Italia, tutti ricorderanno la sola condanna a Conte e le accuse a Bonucci. Sono stati i soli a catturare l’attenzione mediatica suscitando lo sdegno del mondo sportivo … La forzatura su Conte, ottenuta con la condanna a 4 mesi, ha permesso a Palazzi di rimanere sulla cresta dell’onda, naufragando man mano che la sua inchiesta veniva fatta a pezzi dagli stessi tribunali sportivi. Nel silenzio però, senza tanto clamore, e cercando di tirare la volata per il finale tanto amato :” … e vissero tutti felici e contenti”. Palazzi rimane comunque il coraggioso procuratore Federale che ha macchiato l’immagine del condottiero bianconero; in certi ambienti fa curriculum.

Se il calcioscommesse è mai esistito veramente, così come hanno provato a raccontarci, lo sapremo nei prossimi anni, quando magari la prescrizione renderà meno indolore accettare la realtà; nel frattempo chi ha potuto, ha sfruttato la situazione. D’altra parte, con questa giustizia sportiva, è più facile rischiare di farla franca che pagare per eventuali colpe. L’unica vera discriminante è il colore della maglia …

Un gesto di solidarietà va riservato a quei giocatori, che non avendo un nome altisonante o un presidente dinamico, stanno scontando pene senza che nessuno abbia provato a far passare quel “ragionevole dubbio” come valida giustificazione per evitare la fine della loro carriera.

Se qualcuno fosse veramente interessato al bene di questo sport, e non solo al proprio tornaconto personale, dopo anni di fallimenti e di strumentalizzazione per raggiungere obiettivi preclusi dall’incompetenza, magari dovrebbe pensare ed attivarsi per una revisione completa della giustizia sportiva, sostituendo quelle figure che non possono più rappresentare una garanzia. Non saper dare certezze, ma solo l’idea di adeguare le sentenze nel modo in cui sono funzionali, è un fallimento. Un vero fallimento.

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