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Attualità di P. CICCONOFRI del 08/08/2013 11:12:38
Razzismo: a valere sarà ancora il peso politico?

 

Ne siamo sicuri: la prossima stagione sarà quella delle sanzioni esemplari contro il razzismo. Lo sarà in primo luogo perché la Federazione ha recepito ufficialmente le nuove direttive Uefa in materia e soprattutto perché l’argomento è costantemente pompato dai media e da alcune società.

Se le premesse sono quelle che abbiamo intravisto con Tosel che punisce il razzismo che non c’è e l’arbitro che compila il referto prendendo per oro colato quanto riferito da un giocatore, allora iniziamo a preoccuparci. Più che lotta al razzismo potrebbe trasformarsi nel solito escamotage per destabilizzare l’avversario scomodo del momento, facendo valere quel potere politico che negli ultimi mesi è riuscito anche palesemente ad aggirare norme sportive.

I cori di sdegno, quelli che hanno occupato le prime pagine dei giornali, che hanno fatto recriminare il folto popolo dei salotti televisivi, hanno visto come protagonisti i giocatori del Milan. Non è un caso che le proteste plateali in campo, i gesti estremi, sono stati compiuti proprio dai giocatori rossoneri. Non sono solo loro le vittime dell’ignoranza di una parte del tifo, ma è evidente che gli episodi che li interessano vengono trattati con una diversa sensibilità. A tal proposito ricordiamo il caso Constant al Trofeo Tim, dove il giocatore abbandona irritato il campo (imitando il gesto di Boateng), denunciando cori razzisti, per poi scoprire da un’indagine della Digos, che i cori avevano tutt’altra natura. L’arbitro della partita, pur non avendo sentito l’insulto discriminante, ha creduto a quanto riferito da Constant e Tosel, senza nessun’altra verifica, ha comminato multe al Sassuolo e alla Juventus.

Adesso immaginiamo di ritrovare tutta questa discrezionalità in campionato. Non dovrebbe essere difficile arrivare alla chiusura dello stadio se le decisioni saranno prese sulla spinta emozionale; immaginate se avverrà nel momento clou della competizione e le conseguenza che potrebbero avere.
Ci auguriamo che almeno la lotta al razzismo sia condotta in modo serio e l’invito è quello di evitare strumentalizzazioni. Almeno per una volta il calcio mostri una faccia diversa da quella dell’opportunismo fine a se stesso.

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