È ormai imminente l'avvio del campionato 2013-14 e l'auspicio, sempre vano, è che si possa vivere una contesa e non una lotta intrisa nell'acredine e nell'odio sportivo. Prendete ad esempio le polemiche sollevate dalla tifoseria romanista per l'ospitalità che la società giallorossa ha offerto alla Juventus per consentirle la rifinitura in vista della supercoppa con la Lazio. Una sollevazione francamente squalificante.
In ambienti come quello romanista, che spesso e volentieri ragiona di pancia, non ci stupisce che chi è stato “la voce della a.s. Roma” sia tra i più fervidi contestatori dell'ospitalità alla Juventus. Carlo Zampa, «tele/radiocronista della Roma», è stato un degno megafono dei sentimenti per la “profanazione di Trigoria”. Anche volendo lasciare al tifoso la supposizione che
“Dino Viola e Franco Sensi si rivolterebbero nella tomba” e il fatto che Rossella Sensi lo avrebbe cacciato da speaker della Roma
«su indicazione di Moggi e compagnia», c'è una frase che mi ha spinto a voler scrivere queste righe:
«È inutile dover ricordare quello che la Juve ha rappresentato nella storia del calcio italiano e le angherie che da loro abbiamo dovuto subire negli anni, basta leggere gli atti processuali di calciopoli per farsene un'idea». (
Link)
Il signor Zampa appena scanserà i fumogeni gialli e rossi che annebbiamo la visuale dalla curva sud, potrà vedere che la Juve ha scritto la storia del calcio italiano, in Patria e all'estero, dove la nazionale ha vinto spesso e volentieri (sempre?) essendo farcita di giocatori bianconeri;
“Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea”, gli ricorderà qualcosa. La madre di tutte le angherie a cui allude sarà il famoso non-gol di Turone. Non gli hanno raccontato che proprio di recente Carlo Sassi ha sbugiardato questa leggenda svelando di fatto che in tutti questi anni l'angheria l'hanno subita i tifosi bianconeri. E già che ci siamo, ricordiamo anche il cambio di regole alla vigilia di un Juve-Roma che permise ai giallorossi di schierare Nakata, decisivo poi ai fini della partita e dell'intero campionato.
Gli atti di calciopoli non credo li abbia letti. Forse la striminzita trasposizione su titoli di qualche prima pagina rosa o romanocentrica, ma non gli atti. Se avesse scrutato anche superficialmente quei fascicoli, non credo si sarebbe lasciato andare in tale avventata esternazione. Sul nostro sito ci sono le trascrizioni integrali delle udienze di Napoli, può accomodarsi...
D'altra parte è sintomatico che proprio nei giorni di calciopoli quasi tutta la Juve era in campo a Berlino per disputare la finale del mondiale. Giusto per ribadire
quello che la Juve ha rappresentato nella storia del calcio italiano. Questa è «un'evidenza dei fatti»! Il tele/radiocronista ha consapevolezza che “molti tifosi considerano il suo un atteggiamento da provinciale”, però ammonisce che chi si scandalizza per le sue parole
«non dovrà più lamentarsi se la Roma subirà torti più o meno palesi negli anni a venire». Un'equazione che si fa fatica a capire. Significa forse che i giallorossi pagheranno l'ospitalità alla Juventus? Beh, ma allora se la società bianconera non è in grado di difendere una squadra amica, vuol dire che il vero male è altrove.
Sì, forse è provincialismo, se però non si riuscirà mai ad andare oltre questa precostituita avversione di bandiera, molti saranno sempre dei perdenti. Inteso non solo quali sconfitti sul campo, ma soprattutto come incapaci di inseguire una vittoria.
Il fair play tra squadre di calcio e tifoserie rappresenta il primo passo verso la grandezza sportiva e agonistica. Commenta l'articolo sul nostro forum!