Neanche è cominciata e la stagione già ci offre la prima polemica. In vista del match d'apertura, Hellas Verona-Milan, il sindaco scaligero ha voluto invitare l'icona milanista, Mario Balotelli, a non provocare le reazioni del pubblico veronese. Allegri ha risposto per non rispondere, e nessuno ha provveduto a sedare un fuocherello che rischia di esplodere in incendio.
Il primo ad alimentare la polemica è stato il diretto interessato, che con due tweet ha scaldato ancora di più l'ambiente:
«Veronesi... Vi presento un BRESCIANO!», rincarato da un «Applaudite pure...» e dalla spiegazione di averlo fatto per compiacere i suoi amici bresciani da sempre avversari dei tifosi veronesi. Bella idea quella di aizzare la curva gialloblù, complimenti a Balotelli.
Stampa e federcalcio vogliono a tutti i costi fare dell'attaccante milanista il simbolo del calcio italiano. Bel simbolo di immaturità e diseducazione!
Quale campione, nel vero senso della parola, avrebbe calcato la mano anziché assumere un atteggiamento responsabile e inteso a sedare la polemica? Nessuno. Il rossonero non lo ha fatto, quindi, senza il rischio di essere considerati “odiancebles”, possiamo affermare che il nostro non è un campione. Almeno non ancora.
In questo battibecco a distanza stupisce il silenzio della società ac Milan, che al di là della conferenza stampa prepartita di Allegri (
«Balotelli non c'entra con il razzismo. Mario è molto sereno». Menomale!), non è intervenuta a richiamare il proprio giocatore ad un atteggiamento più misurato. È intervenuto invece il questore di Verona:
«Pronti a sospendere».
Un collega di questa redazione ha scritto che dopo qualche anno tutte le squadre di Serie A partono alla pari senza penalizzazione. Viste le premesse,
forse già dopo la prima partita qualcuno partirà con tre punti a tavolino, quel qualcuno il cui silenzio dimostra che non disdegna l'idea.
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