Sapore di CL, sapore di rivincita Certi giorni ti svegli ed è inevitabile dedicarli alla Juve. Viverli, pensarli per la Juve. Ti alzi e bevi il tuo caffè, quando tra la realtà e il sogno della tua mente dispersa nelle nebbie del sonno emerge una comitiva di ragazzini al seguito di una guida. Dentro un museo arredato come certe stanze degli Uffizi o del Louvre, sontuose come quelle di un palazzo rinascimentale o di Versailles. Che trasudano arte e storia e dove invece di Michelangelo, Leonardo e Raffaello si materializzano, come in un subbuteo magico, alcuni calciatori.
E’
Marchisio che veste la casacca bianconera e calcia il pallone, mentre iniziano a sfrecciare i bolidi della F1. Se è un sogno è li che preferiresti vivere. Solo che anche se è il sogno più bello che tu abbia mai fatto, qualcun altro lo ha fatto prima di te e ne ha ricavato uno spot per la stagione sportiva di SKY, che potrebbe benissimo intitolarsi come il film che Ridley Scott ha girato prima di tornare a fissarsi con gli alieni: “Un’ottima annata”. I ragazzini la stanno ammirando stupefatti dentro il museo del futuro, allestito con la tecnologia intravista da Spielberg in "Minority Report" e già quasi applicata al Camp Nou e presso lo Juventus Musem.
Ormai hai bevuto il tuo caffè e realizzi che il sogno altro non è che una felice trovata pubblicitaria, un’eccellente finzione che inventando un futuro ancora da giocare ti fa una proposta precisa per il presente.
Niente come il presente può mescolarsi in modo così fluido con il futuro e con il passato. Sembra che il 30 Agosto sia un giorno dal destino bianconero. E’ il compleanno di 4 campioni della Juventus:
Simone Pepe, Vladimir Jugović, Paulo Manuel Carvalho Sousa e Pavel Nedved. Ma nessuno come Pavel può fare incrociare i binari sul punto dove il passato e il futuro si incontrano e fissano il presente. Del resto la sera del 29, appena qualche ora prima, il sorteggio di CL ha già fatto partire il déjà-vu. Il girone nel quale giocherà la Juve ha affiancato ai bianconeri il Copenaghen, da non sottovalutare solo perché ti verrebbe di farlo, il Galatasaray, che merita attenzione, il Real Madrid.
Parte
l’amarcord. Nessuna squadra come il Real Madrid può spiegare le ali dell’entusiasmo per la competizione che tante volte, cinque, ci è sfuggita di mano per un soffio. Forse non è in questo momento la più forte, ma lo è stata e di rispetto, con quell’assortimento di campioni strapagati, l’ultimo, Bale, letteralmente con l’equivalente del suo peso in oro, ne incute sempre. Nessun’altra ci inorgoglisce e insieme deprime, per via dell’edizione 2002/2003 della Champions League, nel corso della quale fu giocata la “partitissima” della storia della Juventus, o almeno quella che i tifosi hanno votato sul web, nel sito ufficiale della squadra bianconera, come la più bella della sua storia. Seconda nel suo girone a distanza siderale dal Manchester United (7 punti contro 13) la Juventus poté accedere ai quarti di finale giocando contro il Barcellona e solo al 9’ del secondo tempo supplementare riuscì a guadagnarsi con Zalayeta al fotofinish il passaggio di turno dopo le reti di Nedved e Xavi. Nel frattempo il Real Madrid, secondo nel girone del Milan primo, eliminava il Manchester United, l’Inter aveva la meglio sul Valencia e i rossoneri facevano fuori l’Ajax. A questo punto si scatenava il derby fra le milanesi, mentre a conti fatti il calcio italiano esprimeva uno dei suoi momenti storicamente più alti portando a 3 su 4, con la Juventus che doveva vedersela coi madrileni, le squadre di club nelle semifinali della massima competizione europea.
La Juventus si guadagnò l’ultimo atto rispondendo in casa del Real alle reti di Ronaldo e Roberto Carlos con Trezeguet e lasciando così aperti i giochi per la fatidica data del 14 Maggio 2003 che, se la sorte fosse stata benigna o anche soltanto allineata ai pronostici, avrebbe dovuto decretare la finale vera di quella strepitosa edizione della Champions League. La partita più bella che io abbia mai visto giocare dalla Juventus si concluse con un 3 a 1 ad opera della più forte e meglio assortita coppia di attacco che io ricordi: Trezeguet e Del Piero, che portarono la Juventus sul 2 a 0. Nella ripresa Buffon riuscì nell’impresa stratosferica di parare un rigore a Figo e Nedved rincarò la lezione subita dal Real con la terza rete, che vanificò il gol dell’ex Zidane. Gli ingredienti c’erano tutti per credere che fosse l’anno buono. Invece Nedved subì l’ammonizione fatale che lo tenne fuori dalla finale e il Milan, sebbene con due pareggi, in virtù della rete fuori casa, eliminò l’Inter. La finale tutta italiana si chiuse a reti inviolate ai supplementari, ma ai rigori andò alla squadra allenata da Ancelotti, che con un terzo pareggio vinse la Champions.
Quella sera di maggio, il 28, del 2003 Antonio Conte partì dalla panchina bianconera e prese al 45’ del 2° tempo il posto di Davids. Oggi è l’allenatore che ha già portato due volte alla vittoria nel campionato italiano la Juventus. Carlo Ancelotti, che era andato a guidare il Milan dopo un paio di anni sfortunati sulla panchina bianconera, è subentrato da un mese a Mourinho come allenatore del Real Madrid.
Il sapore della rivincita c’è. Nello spot di SKY un bambino rimane indietro rispetto agli altri visitatori, quando un uomo elegante di mezza età si sofferma emozionato dinanzi all’effigie di Marchisio e gli strizza l’occhio. E’ il Principino, venuto a ripercorrere le tappe e le emozioni di quando era un giocatore.
Forse quel giorno arriverà. Forse dentro a quel museo Claudio potrà raccontare a quel bambino che la sua Juve ha scritto una pagina memorabile di storia. Come la Juventus targata 2002/2003, la cui formazione ci piace ricordare ancora una volta.
Gigi Buffon, Lilian Thuram, Igor Tudor, Paolo Montero, Alessandro Birindelli, Gianluca Pessotto, Gianluca Zambrotta, Alessio Tacchinardi, Edgar Davids, Antonio Conte, Pavel Nedved, David Trezeguet, Mauro German Camoranesi, Alessandro Del Piero, Antonio Chimenti, Ciro Ferrara, Mark Iuliano, Marco Di Vaio, Marcelo Zalayeta. Allenatore: Marcello Lippi.
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