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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di G. FIORITO del 03/09/2013 14:05:06
Le sette sorelle INFRONT o Milan

 

Qualcuno ricorderà il campionato delle 7 sorelle. Correva la stagione 1999/2000 ed erano tante le squadre degne di essere giudicate in lizza per lo scudetto. Il campo le ridusse a poco a poco di numero, fino a lasciare a ridosso della Juventus solo la Lazio, che finì per aggiudicarsi il campionato quando Collina ci mise del suo nell’acquitrino di Perugia. Quest’anno qualche giornale ci ha provato a ripetere il tormentone e invero la seconda giornata del campionato di serie A sembrerebbe accreditare la tesi di diverse candidate a mantenere alto il livello e a contendersi il titolo di Campione d’Italia, avendo appaiato in testa alla classifica alla Juventus e al Napoli, vincitrici perentorie dei match anticipati del sabato, anche la Roma, la Fiorentina e l’Inter a punteggio pieno. E’ solo l’inizio, ma a volte il buongiorno si vede dal mattino e un bel campionato combattuto è quanto di meglio possa auspicare un vero sportivo e amante del calcio.

Tuttavia la Gazzetta dello Sport ci racconta un’altra storia (Link ) e ci svela l’identità di 7 sorelle che tali non sono perché candidate allo scudetto, ma in quanto costituirebbero uno dei partiti (o correnti o fazioni o ali o come vi pare) formatisi in seno alla Lega all’epoca in cui fu sostenuta la candidatura di Abodi: Fiorentina, Inter, Juve, Roma, Sampdoria Sassuolo e Verona. Questo cartello si è fatto promotore di una lettera al presidente di Lega e al d.g. Brunelli, per rimettere in campo la spinosa questione dei diritti tv in vista del triennio 2015-’18 , che speriamo non costituisca una sorta di rievocazione dello storico conflitto vissuto cento anni fa per la prima volta a livello mondiale.
Dall’altra parte della barricata, nell’ambito degli equilibri all’interno della Lega, che deve spartirsi due terzi del fatturato della serie A, quelli che lo stesso giornale rosa definisce “i sostenitori di Beretta sull’asse Galliani-Lotito” . Il problema è chiaro. Le sette firmatarie della missiva non sono soddisfatte del piano “sbrigativamente presentato all'assemblea del 29 luglio” dall’advisor Infront e hanno sollecitato 4 mosse urgenti da mettere in atto nell’immediato futuro, chiedendo soprattutto che tanto SKY quanto Mediaset siano convocate in assemblea per fare il punto sulle previsioni degli introiti e che venga individuato l’advisor per il nuovo mandato con una gara come nel 2007. Le sette “sorelle” ritengono inoltre eccessiva la commissione pagata all’advisor Infront nell’ultimo triennio (35 milioni) e non solo sarebbero sufficienti numericamente a bloccare qualunque iniziativa venisse presa anche riguardo all’advisor, ma starebbero sollecitando l’appoggio di De Laurentiis. L’articolo è a firma di Marco Iaria, che si è premurato di rendere noto nella chiusa del pezzo che Beretta avrebbe preso in considerazione le richieste e invocato la trasparenza. Senonché, volendo evitare l’effetto Auricchio, altrimenti noto come modalità “non lo so”, sarebbe stato, per usare lo stesso aggettivo e non far torto a nessuno, trasparente non solo fare riferimento alle piattaforme SKY e Mediaset, che ognuno conosce dal momento che la stragrande maggioranza del pubblico televisivo del calcio ad esse fa ricorso per fruire le partite e gli approfondimenti relativi ai vari campionati italiani ed esteri, ma anche spendere due parole sull’advisor Infront.

L’articolo della Gazzetta dello Sport risale al 29 agosto. La notizia che vi viene trattata è stata diffusa con molta meno eco ed enfasi, eppure in contemporanea con il passaggio di Matri dalla Juventus al Milan, salutato con una sorta di malcontento generale da parte dei tifosi juventini sul web, a dire il vero cessato di colpo di fronte al nuovo poker rifilato alla Lazio in appena due settimane. Eppure testimonia che il Milan va temuto di più in ragione della fitta rete di interessi e relazioni che continua a tessere fuori dal campo, piuttosto che sul terreno di gioco, dove sta perseguendo una politica che se potrà dirsi redditizia sul fronte del marketing, forse non sarebbe da definire prudente né lungimirante dal punto di vista schiettamente calcistico.

Se infatti il ritorno di Kaka sta sollevando deliri e lacrime nella tifoseria, non è detto che un calciatore di 30 anni suonati e con qualche problema fisico alle spalle, per quanto amato, possa valere in prospettiva il sacrificio di due talenti quali Boateng e magari El Shaarawy (Link), probabilmente il miglior giovane emerso nel nostro campionato insieme con Pogba. Per saperne di più avviamo il motore di ricerca sul nostro computer o cellulare o tablet e digitiamo “Infront”. Quindi leggiamo direttamente dalla home page del sito e facciamo qualche approfondimento.
“Infront Sports & Media è una delle società a livello mondiale con maggior esperienza nel campo del marketing sportivo internazionale con una forte propensione all’innovazione.
Il Gruppo è in grado di proporre in maniera integrata tutti i possibili servizi che ruotano intorno allo sport: gestione dei diritti media e pubblicitari, sponsorship, produzione, aggregazione e distribuzione di contenuti, hostbroadcast, organizzazione di eventi, consulenze di marketing sportivo, online entertainment e hospitality.
Nel 2010, Infront ha gestito con successo oltre 2.300 giorni evento incluso 13 Campionati del Mondo” (Link).
Infront Italy gestisce i diritti marketing e advertising del Club più titolato al Mondo, l’AC Milan oltre a quelli di SS Lazio, Genoa CfC, UC Sampdoria, US Città di Palermo e Cagliari Calcio (Link).
Infront Italy è Advisor della Lega Calcio per la commercializzazione di tutti i diritti media nazionali ed internazionali dei campionati italiani di calcio di Serie A e B, Coppa Italia, Supercoppa Italiana e Campionato Italiano Primavera (LInk ).
Infront Italy nasce in Italia nel 2006 quando il Gruppo internazionale Infront Sports & Media AG, con sede a Zug in Svizzera, acquisisce il 100% di Media Partners, già incontrastata leader di mercato dal 1995, anno della sua fondazione per iniziativa di Marco Bogarelli (Link).

Dall’archivio storico del Corriere della Sera ci viene in aiuto un articolo del 14 luglio 2008 (Link) che non è avaro di notizie sulle incomprensioni intorno al deterioramento dei rapporti tra Milan e Juventus dopo calciopoli e ci illumina ancora una volta su un conflitto di interesse insostenibile: “Infront non sarebbe altro che il braccio di Adriano Galliani, a sua volta plenipotenziario di Silvio Berlusconi per il calcio, in una fase di passaggio molto delicata… “ Una Infront in maglia rossonera? Il sospetto è fondato. Bogarelli, presidente di Infront Italia, ha ottimi rapporti di affari con il gruppo Fininvest-Mediaset. È tuttora consigliere di Milan Channel, la tv tematica del club realizzata insieme a Riccardo Silva…).

Adesso andiamo sulla pagina che riguarda il Group management di Infront, dove oltre al presidente di Infront Italy troviamo con la qualifica di President & Ceo Philippe Blatter, il cui nome ci riconduce alla parentela con Joseph Blatter, il presidente della FIFA del quale è nipote (Link ).


«Venti anni fa si sponsorizzava un club di calcio sostanzialmente per una questione emotiva. Dieci anni fa perché si voleva dare più visibilità al proprio marchio. Oggi si sponsorizza una squadra perché si cercano nuovi clienti per la propria azienda». Marco Bogarelli, Presidente di Infront Italia (http://argomenti.ils...-bogarelli.html ).

E pensare che c’è ancora chi ritiene che il più grande scandalo del calcio sia stato calciopoli.

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