Nuovo campionato, vecchi problemi. Il Comune e il Cagliari hanno firmato la convenzione che restituisce il
Sant’Elia al club rossoblù. Il debutto in terra sarda è previsto per fine settembre, se nel frattempo saranno stati eseguiti i lavori di manutenzione per il ripristino dell’impianto (un milione 532 mila euro, l’ammontare complessivo del costo del lavoro; di questi, un milione 32mila a carico della società). Il San Paolo ha ottenuto l’agibilità, ma non tutti i problemi sono stati risolti: condizioni precarie per la tribuna stampa dove ancora persistono problemi elettrici e una grondaia da sistemare.
Tribuna nord laziale chiusa in occasione della prima di campionato a causa dei cori razzisti diretti ai giocatori di colore della Juventus durante la sfida di Supercoppa. Inutile il ricorso presentato dalla società capitolina; le nuove normative in materia hanno imposto fermezza. Con queste premesse, conoscendo il livello della cultura sportiva dei tifosi italiani, saranno molte le situazioni fotocopia nel corso del campionato. Razzismo esasperato anche dall’immaturità di alcuni campioni. Balotelli, accende la sfida direttamente da Twitter con una provocazione rivolta ai tifosi Veronesi: ''Veronesi... Vi presento un BRESCIANO!''. Il pubblico veronese ha preferito rispondere al milanista in modo ironico: ventimila ultras a fine gara hanno urlato il suo nome. La cronaca registra altri episodi di violenza: scontri prima della partita in zona Ferraris, dove due tifosi juventini sono stati accoltellati. Problemi anche di igiene pubblica: un roditore è stato fotografato in occasione di Inter - Genoa nel secondo anello blu dello stadio.
Se l’obiettivo sbandierato da più parti è di riportare gente allo stadio, forse c’è qualcosa da rivedere… Tra settembre e ottobre probabili colpi di scena con nuove carte annunciate dalla procura di Cremona e audizioni in Cgf per il
Caso Mauri, per le vicende legate all’ultimo scandalo di casa nostra, quello del calcioscommesse. Potrebbe essere ascoltato Gervasoni in contradditorio, così come Zamperini, Aureli e Mauri. Questo a seguito della non decisione della Cgf che, in attesa di nuovi elementi, si è appellata all’art 34, comma 4, C.G.S., che dispone ulteriori attività di indagine e di accertamento, a cura della stessa Corte, anche mediante audizione personale dei soggetti di interesse, secondo un apposito calendario e con garanzia del contraddittorio delle parti. Mauri non potrà giocare per il momento competizioni ufficiali; in primo grado l’attaccante era stato condannato a sei mesi di squalifica. Senza ancora essere passato dal Tnas, lo scontificio, la squalifica resta tale fino ai primi giorni di febbraio.
Una novità e una possibilità quella del contraddittorio offerta dalla giustizia sportiva negata però ad altri imputati. Ricordiamo ad esempio la richiesta (respinta) dei legali di Antonio Conte che avrebbero voluto porre qualche domanda all’unico accusatore del tecnico juventino: Carobbio. La tanto agognata riforma della giustizia sportiva ancora deve essere presa in esame nonostante tante promesse del duo Malagò-Abete.
Ancora aperta la questione
Supercoppa dopo il ricorso presentato dalla Juventus in merito all’incasso dell’evento che la Lega ha deciso di destinare quasi interamente a Lotito. Il 5 settembre la Corte di Giustizia Federale, a sezioni unite, discuterà e renderà nota la decisione. Un calcio alle regole per essere (non) credibili …
Il 1 ottobre riprenderà a Napoli il
II grado del processo calciopoli, il cui verdetto è atteso per fine ottobre. Scandalo ancora lontano dall’essere chiuso. Il 4 dicembre scade, infatti, il termine per la
conciliazione tra Paolo Bergamo e l’Inter per il caso di spionaggio, seconda quanto deciso dalla Sezione Civile del Tribunale di Firenze. Mentre il 17 giugno 2014 è prevista l’udienza della corte d'appello di Roma che fa seguito a un ricorso presentato dalla Juventus nell’ambito dello scandalo calciopoli.
E’ stato respinto il ricorso presentato da Luciano Moggi contro la revoca alla radiazione in Cassazione. La vicenda non finisce certamente qui. Il rigetto del ricorso dà il “via libera” per adire alla Corte dei diritti dell’uomo.
Un calcio allo sbando dove niente sembra essere chiaro. Si allunga la strada per la definizione dello scandalo del calcioscommesse, con novità sempre annunciate come clamorose ma mai pervenute nei fatti. Ad oggi l’inchiesta di Palazzi è un flop completo. Strada ancora in salita per calciopoli, dove sono ancora tanti i dubbi da chiarire con vicende strettamente collegate, come quelle sullo spionaggio di esponenti del mondo sportivo. La mancanza di cultura sportiva, il solito doppiopesismo delle istituzioni, lo stato comatoso in cui versano strutture e progetti, rimangono i veri protagonisti del nostro calcio.
Pubblicato sul settimanale n. 31 del 29.08.2013

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