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Attualità di G. FIORITO del 11/09/2013 07:58:41
Juve Inter_ Che idea: restituire l’Inter a Moratti

 

A distanza di sette anni da calciopoli e a una manciata di giorni dal secondo anniversario dell’inaugurazione dello Juventus Stadium, c’è ancora chi di quello scandalo non ha capito niente.
Il ritorno della nazionale a Torino, nello stadio che, unico in Italia, è di proprietà di una società di calcio, è stato letto come un tentativo di mediazione definitiva tra la FIGC e la Juventus. Ospitando nella sua casa gli azzurri, Andrea Agnelli avrebbe non abbandonato (forse) le rivendicazioni su una storia tutta da riscrivere, ma almeno spostato l’asse della diatriba dalla Federazione alla Lega, attraverso le nuove rivendicazioni di carattere politico ed economico che coinvolgono il Milan di Galliani. Il conflitto di interessi scatenato dall’Infront, dopo la notizia secondo la quale l’ex presunta amante di Berlusconi sarebbe una delle consulenti profumatamente stipendiate (Link), non lascia più dubbi sulla percezione che la fa rientrare (anche per la parte che vi ha per la presidenza italiana Bogarelli, formatosi in Finivest), nella sfera dei business della stessa proprietà della società rossonera.

I riferimenti melensi e piuttosto ipocriti del Corriere della Sera (LInk) riguardo all’asse bianconero costituito dai numerosi calciatori juventini che stanno facendo bene anche in seno alla nazionale, per una volta contrapposti a Balotelli, il campione deputato dalla Gazzetta dello Sport a impersonare lo spirito azzurro, sono sembrati fatti apposta per dirottare ancora una volta il sentimento popolare, soprattutto quello juventino e indurlo a dimenticare calciopoli.
Un finale all’italiana che la butta a tarallucci e vino.

Chi invece ha buttato al vento dal 1995 a oggi mille milioni di euro è massimo Moratti. A fare i conti in tasca al mecenate del calcio italiano che in tutti questi anni ha contribuito meno a rinforzare la nazionale azzurra, arrivando a schierare nella sua Inter fino a 11 titolari di nazionalità estera e guadagnandosi tuttavia da Carraro e Matarrese il salvacondotto per la serie A nonostante il passaporto taroccato di Recoba, è stavolta Luca Pagni per “Affari & Finanza”, La Repubblica. Che il pallottoliere sia utilizzato dai geni della finanza del Sole24 ore, che in diverse occasioni ci ha informato che il cartone è costato a Moratti tra i 500 e i 600 milioni di euro o dagli esperti di Repubblica, i conti tornano per tutti al di fuori del presidente nerazzurro. Secondo l’articolo ripreso da Dagospia (Link ), tra il 2006 e oggi Moratti avrebbe sostanzialmente raddoppiato i danni compiuti al suo bilancio personale e a quello, già prescritto anch’esso a suo tempo, della società che tanto maldestramente ha gestito, anche con giochetti e magheggi ricordati da Pagni in occasione degli “890 milioni che gli sono arrivati dal collocamento in Borsa di un 16,6% della stessa Saras”. Alla faccia dell’etica.
Quella che Abete giurava e spergiurava che non poteva essere prescritta e che quando invece si è preso la briga di farlo il procuratore sportivo Palazzi, ha finito per proclamare tutta la Federazione competente a danneggiare la Juventus e incompetente a risarcirla o quanto meno a rimettere a ciascuno i propri peccati e soprattutto i propri scudetti. Memorabili le supercazzole propinateci in occasione della radiazione di Moggi e Giraudo (a proposito, qualcuno ha informato la Santanché e Schifani che gli ex dirigenti bianconeri subirono la drastica pena in ragione delle sentenze rese?), dell’esposto presentato da Andrea Agnelli (a proposito bis: Ferrara e Ghedini, tanto per fare qualche nome, erano a conoscenza che la Juve, tra le tante altre subì pure l’ingiustizia di essere retrocessa per una variante introdotta ad hoc nel CGS impipandosene della tanto decantata retroattività?) e dell’ultima bella impresa di privare la società bianconera di buona parte delle entrate del match di finale di Supercoppa italiana in favore di Lotito, che nel gioco delle alleanze in seno alla Lega sta dalla parte di Galliani.

Dopo un tale ragionamento, non rimarrebbe che porsi una domanda, poiché l’ammonimento a pensar male, che induce al peccato ma fa spesso azzeccare la trama dell’inghippo, viene da uno che di sgambetti se ne intendeva. Eccola. Da quanto tempo era programmata la sfida Italia Repubblica Ceca presso lo JS? Non vorremmo si trattasse di un altro risarcimento “sottobanco” per l’incompetente perdita degli introiti di Supercoppa, complice la proprietà e presidenza bianconere, che ancora una volta, se così fosse, avrebbero svenduto l’onore e la dignità della Juventus. Anche se spifferi di corridoio parlerebbero dell’intero incasso da destinare alla Federazione. Di male in peggio.

In tema di dignità, Luca Pagni, dopo aver spiegato per l’ennesima volta le ragioni di calciopoli individuando il suo maggiore beneficiario, prova a fare una provocazione a Juventus e Inter, riaccendendo la prossima sfida di sabato 14 settembre con un tortuoso ragionamento che in caso di vittoria nerazzurra restituirebbe al presidente della seconda squadra di Milano la voglia di rimettere mano al portafogli: “Sempre che dopo la sosta per la nazionale, l'Inter non asfalti la Juventus. E allora, chissà se il cuore nerazzurro di Moratti non riprenda il sopravvento...”. No, grazie. Almeno sul campo vinca il migliore.


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