Due terzi del fatturato del mondo del calcio arrivano dai diritti tv. Oggi c'è a Milano l'assemblea della Lega di serie A, dove all’ordine del giorno c’è la discussione sui diritti tv per il quadriennio 2015-2018. Due sono le fazioni: quella di Beretta-Galliani-Lotito contrapposta ai 7 dissidenti capitanati da Andrea Agnelli che hanno messo
in discussione l'accordo fra la Lega e Infront. Infront è una società che si occupa anche del marketing del club rossonero, legata da tempo ad Adriano Galliani. I motivi della contestazione sono essenzialmente economici: il prodotto deve essere venduto meglio, sia in Italia sia all’estero. Un esempio? La Premier League vende all'estero i suoi diritti a circa 500 milioni l’anno, l’Italia a circa 115 milioni : da cosa dipende questo gap? Problemi di
affidabilità del sistema Italia e un campionato
non più così appetibile, scosso annualmente da
scandali di ogni genere. Non trascurabile anche il problema
dell’attaccamento alle poltrone: se alla guida delle varie istituzioni ci sono sempre le stesse figure con gli stessi evidenti conflitti di interesse, come sarà possibile cambiare qualcosa?
Settimana importante per le voci di una probabile candidatura per ospitare
a Roma le Olimpiadi del 2024. Dopo la recente vittoria di Tokyo, le Olimpiadi torneranno probabilmente in Europa, da qui l’ottimismo. Mario Monti aveva detto no alla candidatura presentata da Petrucci; Malagò è pronto per un nuovo progetto. Quello su cui ci si interroga è se ospitare un evento così importante sia un’opportunità o un’arma a doppio taglio in un periodo di crisi globale.
Un’occasione per la nazione o per i soliti noti? Le precedenti esperienze, non sono incoraggianti. Numerosi sono stati gli scandali che hanno travolto gli impianti dei mondiali di nuoto di Roma del 2009. I finanziamenti stanziati per le strutture che avrebbero dovuto ospitare le gare, hanno finito per favorire la nascita di molte piscine private contando anche su molte deroghe edilizie e urbanistiche. Quello che non è chiaro, è se il denaro pubblico e i benefici del credito sportivo previsti per i mondiali di nuoto, siano stati utilizzati per realizzare impianti non strettamente collegati all’evento. Esperienza negativa che ricorda quella dei Mondiali del ’90, con opere incompiute e una struttura, il Delle Alpi, abbattuta per fare spazio allo Juventus Stadium. Non solo.
Molti soldi sono stati buttati per la candidatura di Roma 2020, dal comitato promotore all’apposita commissione in Regione. Trapela a mezzo stampa anche la notizia secondo cui al Coni
stanno ancora cercando di coprire i 6-8 milioni spesi per il progetto fallito di Roma 2020. Un motivo più per riflettere, anche perché sono sempre gli stessi nomi chiamati a gestire il nuovo evento.
Quello che non manca mai nella settimana calcistica tipo è una sana dose di ipocrisia. Ha fatto notizie e suscitato un coro di disapprovazione, la mancata presenza di Balotelli all’incontro con il ministro Kyenge della Nazionale. Super Mario, l’uomo immagine degli azzurri e l’icona della lotta al razzismo, ha preferito dormire. Un impegno “facoltativo”, disatteso da chi avrebbe dovuto rappresentarlo. Si è poi scusato con un sms ed è partita la difesa d’ufficio di Abete per minimizzare un episodio con cui la stampa è andata a nozze.
La solita approssimazione …E cosa dire dell’ennesima dichiarazione di incompetenza della giustizia sportiva? La Corte di Giustizia Federale ha deciso, infatti, seguendo la strada percorsa dal Consiglio Federale e dal TNAS del CONI per la questione legata alla revoca dello scudetto di cartone all’Inter, di non decidere.
E’ questo un modo per dare certezze, oppure è un chiaro segnale che mostra le reali crepe di istituzioni incapaci di garantirsi super parters? Pubblicato sul settimanale n. 33 del 12.09.2013
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