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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di G. FIORITO del 24/09/2013 08:32:14
Calcioscommesse. Chi ha incastrato Tan Seet Eng?

 

Il 13 gennaio Rai3 ha mandato in onda una puntata di “Presadiretta” nella quale l’ottimo Riccardo Iacona ha condotto brillantemente un reportage sulla geografia del calcio scommesse che, a dispetto del clamore riservato dai nostri organi di informazione a sottovicende come quella che ha visto protagonista Antonio Conte a causa di una pretesa mancata denuncia, rappresenta un cancro dello sport diffuso a macchia d’olio in tutti i continenti (Link ).
Il fulcro dal quale parte il flusso di denaro che attraverso gli zingari arriverebbe ai calciatori corrotti che comprometterebbero l’esito delle partite, come è a conoscenza degli inquirenti già fin dai tempi della collaborazione con il tabaccaio Erodiani, è Singapore. I paesi nei quali il fenomeno del calcioscommesse sarebbe attecchito con più vigore, secondo il procuratore romano Garofalo, sarebbero l’Albania e l’Italia, dove arriverebbe a lambire anche la serie A. Ma non è escluso che a essere taroccato sia anche qualche match di CL, la massima competizione a livello europeo.

Per risalire alle origini del calcioscommesse Riccardo Iacona ci aveva portato fino a Singapore, a caccia del capo dell’organizzazione che avrebbe escogitato oltre a un sistema efficiente di copertura delle attività illegali e di riciclaggio del denaro sporco (per esempio centri benessere), anche una rete di talent scout addetti a reclutare giovani dal futuro promettente, detti “calciatori accompagnati”, da inserire nel calcio che conta in cambio di favori. In Italia questo compito sarebbe stato assunto dalle organizzazioni malavitose nostrane, che avrebbero “lanciato” tra gli altri Aronica e Sculli, mentre calciatori giunti al massimo traguardo della serie A, ma non osannati abbastanza da guadagnare cifre stratosferiche, quali Donadoni e Mauri, sarebbero caduti nella rete degli zingari. Saranno gli inquirenti e i processi a dire l’ultima parola. L’indagine e la ricerca dei reporter di “Presadiretta” si era arrestata di fronte a una porta chiusa, quella di Tan Seet Eng, ritenuto il boss mondiale del calcioscommesse, che si era dileguato facendo sparire le sue tracce, pur promettendo di continuare a operare nel redditizio mondo delle partite truccate, a causa delle forti somme di denaro da sborsare, un ottimo movente per un omicidio.

Il 18 Settembre Tan Seet Eng, detto “Dan Tan” e ricercato anche in Italia in seguito a un atto di custodia cautelare emesso dal tribunale di Cremona, è stato arrestato a Singapore con altre 13 persone di età compresa tra i 38 e i 60 anni, nel corso di un’operazione congiunta tra il Dipartimento Investigativo di Singapore e l’Unità Anticorruzione per il Sostegno della Polizia, come ha reso noto l’Interpol.
Il TGSKY24 del 19 Settembre ha riportato un interessante approfondimento in merito all’arresto di Tan Seet Eng, presumibilmente ricavato da un articolo dell’Independent (Link ) che ha messo in relazione l’arresto del boss di Singapore con le indagini condotte in Italia dal Procuratore Di Martino. Nell’articolo si ricorda come Cremona sia ritenuta uno dei centri della fitta rete di attività corruttive legate al mondo del calcio e si fa riferimento al famoso match nel quale nel novembre del 2010 il portiere della Cremonese Paolini, successivamente radiato per 5 anni, avrebbe drogato i compagni di squadra con un sedativo, il lormetazepan, rilevato da alcune analisi delle urine condotte sui calciatori. Secondo l’Independent Di Martino, impegnato nell’Operazione denominata Last Bet Italy, avrebbe allertato gli inquirenti internazionali dichiarando che il fenomeno del calcioscommesse starebbe dilagando in Europa e coinvolgendo match di serie A e di CL. A questo scopo si sarebbero mosse, oltre all’interpol, anche le autorità tedesche. Di Martino avrebbe anche sostenuto la necessità di cambiare le normative vigenti, che impedirebbero a molti calciatori di rilasciare testimonianze, per la possibilità di rimanere coinvolti e subire penalizzazioni e la paradossale situazione generata di avere contemporaneamente molto da guadagnare, ma anche molto da perdere.

Per l’Independent gli investigatori europei si sarebbero avvalsi per le indagini e la cattura di Tan Seet Eng delle dichiarazioni di Wilson Raj Perumal, un ex socio del boss, che si sarebbe deciso a collaborare per vendicarsi di certi malcontenti sorti a causa della spartizione dei guadagni. Perumal godrebbe addirittura di fama leggendaria a Singapore per essere riuscito a organizzare un match tra una finta nazionale di Togo e quella del Bahrain, vincitrice per 3 a 0.
Arrestato nel 2011 in Finlandia mentre cercava di introdurre il sistema del calcioscommesse, avrebbe iniziato a collaborare con gli inquirenti. Rilasciato un anno dopo, sarebbe diventato la fonte degli investigatori ungheresi e italiani.
Tuttavia, secondo Suresh Nair, giornalista sportivo di Singapore, Dan Tan e Perumal non sarebbero che sul terzo scalino di una scala ipotetica da uno a dieci sulla quale classificare i boss reali del calcioscommesse e in definitiva pesci piccoli, poiché quelli grandi forse non verranno mai conosciuti.

Le notizie biografiche intorno a Dan Tan sono poche e non ufficializzate, ma il fatto più inquietante riguarderebbe, secondo quanto riporta l’Independent, lo scarso impegno delle autorità e della Football Association di Singapore, propense a chiudere un occhio nella lotta contro la corruzione nello sport, come testimonierebbe la mancata penalizzazione degli atleti corrotti. Lo scrittore Declan Hill ha sollecitato l’espulsione di Singapore dalle competizioni internazionali, affermando che persino la FiFa e l’Interpol si rifiuterebbero di fare pressioni per risolvere il problema.

L’Independent sottolinea però come qualcosa si sia mosso a livello investigativo in Italia, dove a Milano è arrivato Admir Suljic, un ex calciatore sloveno socio di Dan Tan, per collaborare con gli inquirenti e i progressi fatti dagli investigatori dei diversi paesi coinvolti mediante la scoperta di alcuni appartamenti utilizzati da appartenenti alla rete del calcioscommesse, i nuovi inquilini dei quali avrebbero ricevuto lettere minatorie. In una di queste sarebbe stato riportato un numero telefonico con il prefisso degli Emirati Arabi Uniti. I giornalisti dell’Independent lo avrebbero chiamato e una voce, sentendo citare Dan Tan, avrebbe risposto: “Just forget it”.
Chi ha incastrato Dan Tan? Chi e perché protegge il calcioscommesse?



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