Partiamo dalla premessa, ovvia, ma doverosa, ad evitare strumentalizzazioni.
Nessuno nega che ci sia stato mercoledì sera un evidente errore da parte dell'arbitro e del suo assistente in occasione del gol negato al Chievo.
Sarebbe stato decisivo ai nostri danni? Sì, no, forse, come lo sarebbero stati gli episodi nell'area veronese (a proposito, ma per fischiare un rigore a favore della Juve cosa deve accadere?).
A leggere i titoli del giorno dopo (anzi dell'immediato dopo partita, potenza dei siti internet dei quotidiani sportivi) è reiniziata la “solita” corsa agli armamenti antijuventini,
con analisi storica dei precedenti dell'arbitro e del guardalinee e con (ridicoli) conteggi dei secondi trascorsi prima della segnalazione del fuorigioco e del fischio arbitrale, quasi a far intendere che la malafede si possa accertare e misurare cronometro in mano.
La cosa ovviamente non ci sconvolge neppure un po', abbiamo la pelle resa dura da anni indicibili, sotto questo punto di vista.
Tutto già visto... anzi no.
Abituati alle iperboliche dichiarazioni dei diretti interessati in altri casi del passato (ricordate Pulvirenti dopo Catania – Juve? Quello che ancora oggi, anche quando parla di tutt'altro, ricorda sempre quello che definisce l' “
episodio più scandaloso della storia del calcio”), non possiamo non sottolineare quanto accaduto nel dopo partita.
L'allenatore clivense Sannino, anziché esordire con un attacco frontale, così si è espresso: “L'unico rammarico è per i gol presi, dove abbiamo commesso qualche errore, più che per il gol annullato. L'errore ci può sempre stare e parlare di questa cosa lascia il tempo che trova.”E il Presidente
Campedelli (che come noto, è pure simpatizzante interista)? Anzichè sbraitare a destra e a manca e inseguire il primo giornalista a tiro per esternare la sua sui mali del calcio italiano (cioè la Juventus),
ha addirittura rivolto parole di incoraggiamento e consolazione al guardalinee (che, immaginiamo, ne passerà di cotte e di crude, come capita ogni volta a chi si azzarda a commettere un errore a favore della Juventus...).
Casi più unici che rari: una svolta nel calcio italiano a favore del fair play anche per quello che riguarda la Juventus? Certo che no.
Campedelli è sempre stato un Presidente a suo modo diverso dagli altri, e non potrebbe essere diversamente per chi è riuscito in tutti questi anni ad ottenere quello che ha ottenuto in una realtà come quella del Chievo.
Presidente e allenatore sono miracolosamente riusciti ad uscire indenni dai molteplici tentativi, arrivati da più parti, di sollevare l'ennesima inutile polemica nei confronti dei bianconeri, senza la quale, all'evidenza, non ci può essere giornata di campionato.
Non riuscendoci, la solita informazione non si è persa d'animo e non ha per nulla abbassato i toni, rendendo chiaro che il comportamento del Chievo non sarà certo di esempio, come non può esserlo chi non è duro oltre misura con la Juventus.
Ma questo non può certo farci apprezzare meno chi accetta un errore, senza strumentalizzarlo solo perché coinvolge (indirettamente) la Juventus.
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