Mi sono preso un po’ di tempo prima di scrivere sulla scandalosa designazione di
Pairetto Junior per il match tra Livorno e Udinese di Serie A del turno infrasettimanale di mercoledì scorso.
Mi sono preso del tempo per capire se questo mondo arbitrale fosse veramente così sfrontato da credersi superiore a tutto e a tutti e mi sono chiesto perché, la grande stampa nazionale, quella dei grandi giornalisti non prezzolati (!), non si faccia le mie stesse domande.
Le risposte sono semplici: sì l’
A.I.A. dell’aretino Nicchi si sente superiore a tutto e tutti e ne ha ben donde visto che hanno il coltello dalla parte del manico e da decenni sono liberi di fare e disfare. Per quanto riguarda la stampa nazionale, anche qui la risposta è semplice: sono loro quelli bravi mica io che resto ancorato ad un’idea di giornalismo scevro da condizionamenti.
Tornando a Pairetto Junior questo è quello che scrivevo un anno fa poco prima della sua promozione alla CanB dalla CanPro: “Paganese-Chieti sarà arbitrata da Luca Pairetto, e già si scatenano le polemiche, giuste, per questa designazione figlia del nepotismo più sfrontato. Non c’è altra spiegazione del perché il giovane arbitro, in
odore di promozione alla Can-B, sia stato designato per la finale di andata dei play-off di Seconda Divisione dopo lo scandalo andato in onda a Lanciano, dove il figlio di cotanto padre, dopo aver ammonito D’Aversa (capitano del Lanciano) si ricorda di averlo già sanzionato precedentemente con un cartellino giallo e così cambia idea e gli toglie l’ammonizione, tra le accese proteste dei calciatori siciliani. Per tutta risposta, invece di fermare il giovane arbitro, il designatore Farina lo manda di nuovo in campo, tra lo stupore di tutti gli altri arbitri che ambiscono ad una promozione in Can-B. Un arbitro che ha commesso un errore del genere di norma viene fermato per un periodo di tempo abbastanza lungo, qui bastava tenerlo fuori fino all’inizio della prossima stagione dando spazio ad altri arbitri, e non gli viene permesso di ambire alla promozione”.
Promozione che puntualmente arriva al termine della stagione 2011/2012 e come se non bastasse dopo solo 18 gare arbitrate in Serie B viene lanciato nella massima serie. L’errore commesso da Pairetto Luca da Nichelino, in quel di Lanciano, a tutti gli altri arbitri sarebbe costato la promozione se non addirittura il ben servito. Al giovane arbitro no! Questo è solo un altro degli esempi di quello che accade nell’A.I.A. post Pirati (Nicchi docet) una classica rappresentazione icastica che dimostra ancora una volta che, quella che molti ragazzi vivono come una famiglia, ha al suo interno
figli e figliastri. Là dove però, i figli, non saranno mai quei ragazzi a cui i sogni vengono calpestati e umiliati per far spazio ai veri figli.
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Si ringrazia per la collaborazione:

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