Cesare Prandelli:
“Se ho una qualità è quella di saper scegliere i miei abiti mentali. Non posso assumere un modo di essere che non è il mio. Non riesco a fingere, a mordermi la lingua, a mettere su il disco dell’ipocrisia”. Ipocrisia (dalla Treccani): “ipocriṡìa (ant. ipocreṡìa e pocriṡìa) s. f. [dal gr. ὑποκρισίη, forma rara per ὑπόκρισις «simulazione», der. di ὑποκρίνω «separare, distinguere», e nel medio ὑποκρίνομαι «sostenere una parte, recitare, fingere»]. – Simulazione di virtù, di devozione religiosa, e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole.
Ora passiamo ad
Abete:
“Come tutti quanti noi sappiamo il Codice etico non è un quadro normativo rigido, è un’applicazione di valutazioni collegate a sensibilità sia in relazione ai comportamenti del singolo tesserato, sia in relazione alla necessità di fare gruppo”. Supercazzola applicata a legislazione ad personam. In pratica Abete, come al solito, se ne lava le mani: “decide Prandelli”.
Il non ipocrita. Colui che convoca Mario Balotelli dopo la minaccia di morte ad un arbitro. Alla faccia del Codice etico che nel tempo ha colpito: Bonucci, De Rossi, Osvaldo e altri ancora.
Vale per tutti ma non per il calciatore del Milan. Del perché per Balotelli non esista il Codice Etico ci dà risposta nel suo splendido Trattato logico filosofico Ludwig Wittgenstein, dove afferma che: “È chiaro che l’etica non può formularsi. L’etica è trascendentale”. Appunto trascendentale, che non significa immanente, ma che è in tutte le cose del mondo, diciamo un mondo complesso e strutturato, fatto di vari livelli di conoscenza sovrapposti a mo di croce sia in orizzontale che in verticale.
Per chiuderla facile facile, esiste l’etica c’è ma non in casa Azzurri, che del resto non è nè orizzontale nè verticale ma forse obliqua.L’etica prandelliana segue una sua strada, una sua preposizione di senso in..compiuto.
Non avevamo mai sposato la linea del codice etico affermando che il calcio, a volte, è dei brutti e cattivi. Di quei calciatori che hanno lo sguardo affamato e il cuore colmo di passione al punto che a volte possano eccedere in campo. Sempre nel rispetto di un sistema che li osserva e che li prende da esempio. Avevamo anche affermato che il rischio di scadere nel ridicolo e nel sembrare dei buffoni dell’etica era dietro l’angolo con un mondo che chiede a gran voce il risultato e dove si giudicano gli uomini solo da un gol in più o un gol in meno.
Detto fatto, Prandelli è caduto a piedi pari nel ridicolo ha cercato giustificazioni talmente sciocche che mi vergogno anche a riscriverle. Se avesse detto che il Mondiale è alle porte e rischiare di perdere Balotelli per il codice etico era troppo rischioso lo avrei apprezzato e invece no: mentire anche di fronte all’evidenza. Un’evidenza che ci ha regalato un codice patetico. Codice etico che ha colpito nell’Under 21 dell’immeritevole Di Biagio che non ha convocato Murru, terzino sinistro del Cagliari per un ritardo di qualche mese fa prima della gara contro la Russia...Chapeau
Si ringrazia per la collaborazione:

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