Fiorentina-Juventus, per chi vive in Toscana, è una partita speciale, forse non più attesa di quelle con le squadre milanesi o del derby, ma sicuramente non meno. E' la rivalità più sentita da parte dei fiorentini e di conseguenza, per chi vive qui, è la più sentita anche da parte di chi ha fede bianconera, perché ti tocca direttamente, perché l'amico di fede viola ti cerca, ti stuzzica, rivendica ancora lo "scippo" dell'82, ma ormai non più quello di Roberto Baggio. E' sicuramente il derby dei viola e, nostro malgrado, anche il derby degli juventini di Toscana.
Per me, personalmente, è sempre una partita speciale, soprattutto quella che si gioca a Firenze. Da bambino mio padre, simpatizzante viola, ci provò in tutte le maniere a passarmi la passione, ma io, a causa di quell'irrazionalità fanciullesca che non si può spiegare se non, a posteriori, come una questione di istinto, sognavo solo quelle maglie in bianconero; per me il calcio erano Bettega e Causio; poi vennero i mondiali dell'82, Zoff, Gentile, Cabrini come una filastrocca e Scirea e Tardelli e Paolorossi tutto attaccato; e poi venne lui, Monsieur Gol Michel Platini, l'eroe assoluto di una vita, tutto nel breve volgere di un'estate magnifica, nella quale ci mise tanto del suo Matteo, amico del cuore e di tante, tantissime partite giocate, dalla mattina alla sera, nel cortile della scuola delle Suore di Campo Tizzoro; Matteo che mi voleva juventino come lui, juventino a tutti i costi, nonostante i miei dubbi residui dovuti al fatto di tradire, in un certo senso, la passione di mio padre.
Ricordo ancora, come fosse oggi, quel pomeriggio d'autunno del 1982, il mio primo Fiorentina-Juventus; ricordo la visita domenicale agli zii di Firenze, il pomeriggio passato nel garage seminterrato adibito ad autofficina di mio zio; ricordo un suo cliente, un signore alto e corpulento con l'aria mesta e sconsolata nel rispondere alla mia innocente domanda: "scusi, chi ha vinto?" "La Juve..." "Quanto!?" "1-0, gol di Brio..." E ricordo il cuore che mi esplodeva orgoglioso nel petto, come se Firenze l'avessi espugnata anche io insieme a Sergio Brio, ma l'educazione e il rispetto mi impedivano di urlarglielo in faccia; anche se il signore se ne accorse e mi disse sorridendo "sei contento, eh...?" Quanto l'ho sognato, poi, quel Fiorentina-Juventus 0-1, gol di Brio... Per me il risultato ideale di Fiorentina-Juventus è stato, è e sempre sarà zeroauno.
Poi passarono gli anni; gli eroi di quel periodo d'oro smisero di giocare; poi venne Baggio; poi se ne andò, mentre cresceva la stella enorme di Del Piero che si manifestò splendida in un Juventus-Fiorentina 3-2 altrettanto mitico, per me; poi la Farsa... Oggi Fiorentina-Juventus non ha più il sapore della poesia, nè l'odore dei sabati del villaggio. Oggi è altro, come tutto questo calcio che, a distanza di trent'anni, si fa fatica a riconoscere. Oggi si soffre come allora, forse un pò di più e lo 0-5 di due anni fa è anch'esso un gran bel ricordo, una soddisfazione enorme. Ma la poesia di quel FiorentinaJuventuszeroaunogoldiBrio... Beh... Quella non c'è più.
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