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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di G. FIORITO del 21/10/2013 13:47:19
3 giorni da Juve: remuntada gigliata e clasico

 

Era dai tempi della remuntada del derby della stagione 1982/1983 chela Juve non prendeva una batosta così. Al 75° pilotava per 2 a 0 con reti di Pablito e Platini, al 90° Dossena, Bonesso e Torrisi avevano capovolto il risultato. Una performance che ancora oggi fa dire a mio cognato, milanista, che con il Toro in serie A la Juve parte con 6 punti di meno.

Non è vero, ma i primi a parlare sovente sono goliardicamente quelli che dovrebbero starsene zitti. Giusto il Milan, specialista di CL e finalista rifinito e dotato (anche di fattore cosiddetto C), lo è altrettanto nel farsi rimontare (Link ). CL 2003/2004: Deportivo la Coruna Milan 4 a 0. Il Deportivo rimonta il 4 a 1 casalingo rossonero e smonta le sue aspettative di passare alle semifinali. Quando sei stellare ti tocca bissare l’impresa. Il diavolo non si fa pregare e nel giro di un anno ci manda in visibilio, più o meno come noi Varriale, ma facendo le cose in grande, com’è nel suo stile. Finale di CL 2004/2005. Milan Liverpool 3 a 0 alla fine del primo tempo: Crespo, Crespo, Maldini. Benitez non ci sta. Camicia da notte e spazzolino da denti. 7 minuti ed è 3 a 3: Gerrad, Šmicer e Xabi Alonso. Il resto lo fa Dudek e finisce 5 a 6 ai calci di rigore. L’ultima emozione risale al marzo di quest’anno, quando il Barcellona ritorna perfetto e Messi si mette d’impegno a ribaltare il 2 a 0 patito all’andata con una doppietta, tanto per sfatare la leggenda che lo vorrebbe spuntato con le italiane. 4 a 0 per i blaugrana.

Tenetevi forte. Non ci crederete mai, ma i fatti darebbero ragione agli autori dell’inno della seconda squadra di Milano, che in virtù della sua “pazzia”, ha regalato a volte ai suoi tifosi l’ebbrezza della remuntada, anche senza lo zampino di Mourinho. Campionato di serie A 2004/2005: la Samp fa 2 a 0 con Tonetto e Kutuzov, ma l’Inter si sveglia all’88’ e in 5 minuti ribalta sul 3 a 2, finendo con un gol del Cino. Avessero distribuito qualche caffè in più, non necessariamente corretto, ci saremmo risparmiati calciopoli. Si bissa in finale di Supercoppa italiana nel 2007, quando il 3 a 0 per la Roma viene rimontato dall’Inter fino al pareggio, che porta ai supplementari e alla perla di Luis Figo, che insacca su punizione regalando il trofeo ai neo-cartonati.

Fuori dai confini italici sembra essere il Manchester lo specialista delle rimonte. Nella finale di CL 1998/1999 affossa il Bayern andato in vantaggio con 2 gol su calcio d’angolo. Nel 2001 gela lo stadiio del Tottenham mitragliando 5 reti per rimontare l’iniziale 3 a 0 dei padroni di casa.
Fa più o meno lo stesso il Portogallo ai mondiali di calcio del 1966, ghiacciando il sangue nelle vene alla Corea del Nord, con un poker del mito Eusebio (e 2 rigori) che fece cambiare rotta al risultato.

Non è solo il calcio ad essere protagonista di ribaltanti emozioni (Link ). C’è il basket, per esempio. Davvero da lasciare senza fiato, per dirne una, i 13 punti realizzati dall’indemoniato Tracy Mc Grady negli ultimi 35 secondi di un match che nel 2004 regalò la vittoria ai Rockets nel derby texano.

In F1 vi rimandiamo al bellissimo film “Rush”, di Ron Howard, per rivivere le sfide al fulmicotone tra James Hunt e Niki lauda, e alle più recenti imprese di Alonso e Raikkonen, purtroppo infruttuose ai fini della classifica finale. Ma sembra essere passata alla storia l’incredibile rimonta di uno dei compagni di squadra di Niki, John Watson, che nel 1982, con la McLaren, si fumò 17 posizioni vincendo il GP di Detroit. Alla faccia degli scaramantici.
Per chi volesse approfondire i link ve li ho dati e il web e soprattutto you tube sono il parco delle meraviglie dove intraprendere la caccia al tesoro.

Quelle che restano da fare sono un pugno di considerazioni non so se scontate, ché in tali occasioni c’è solo da buttare il cuore oltre l’ostacolo e rimboccarsi le maniche. Con umiltà.
Questa squadra, reduce dalla doppietta di scudetti e dalla rimonta storica dalla serie B alla Terza Stella, credo debba seriamente tornare con i piedi per terra e ritrovare se stessa.
La Juventus ha vinto tanto e soprattutto tanti campionati. Ne ha vinti 6 in un decennio solo con Trapattoni, uno dal quale si potrebbe attingere molto. Le giornatacce capitano e così i cali di concentrazione, ma la Roma è prima in classifica con un filotto di 8 vittorie perché finalmente l’hanno capito che Zeman non aveva ragione e nel calcio non vince chi ne segna di più, ma chi ne prende di meno. Noi ne prendiamo troppi. Con una delle difese più accreditate d’Europa, un quartetto/quintetto di centrocampisti di ottime speranze e un pokerino di attaccanti finalmente come si deve.

La squadra c’è. Ma non è squadra. In bianconero vuol dire che non è Juve. Va da sé che l’allenatore e il capitano devono prendersi le loro responsabilità. Anche se sono due n. 1 e si chiamano Conte e Buffon. Il secondo non credo sia finito, perché nulla vieta a un grande portiere di giocare ad altissimi livelli fino a 40 anni. Lo ha fatto Zoff. Lo sta facendo Julio Cesar, anche se in un altro campionato. Riveda con la società e con la nazionale i termini del suo “utilizzo”, dei suoi guai fisici, dell’attuale condizione. Conte pure. Riconsideri gli accordi presi in primavera con Agnelli e Marotta. Se qualcuno, come credo, ha tradito, conduca in porto la nave da buon Capitano. Da 7 anni la Juve entra in gioco per barattare qualcosa, invece il suo unico gioco dovrebbe essere il calcio. Beccantini continua a scrivere che se andasse via arriverebbe Prandelli. Ci pensino in via G. Ferraris e ci dicano chiaro se è quello che vogliono.

Quella di Pirlo è stata un’operazione meravigliosa quanto lo è il giocatore. Ma hanno dato il benservito ad Alessandro Del Piero. Marotta deve scovare due giovani talenti da affiancare ai totem dell’ex milanista e di Buffon, altrimenti non ne usciamo.
Quanto ai giovani talenti, ricordo che Boniperti consegnò un primo contratto a Del Piero nel quale il guadagno maggiore era costituito non dalla cifra in lire, ma dalle potenzialità che la Juve spalancava in termini di opportunità per la sua carriera. Alex lo ha onorato. Valga per Pogba e per il suo procuratore. Diversamente vada a costituire una meteora bianconera e una degna plusvalenza.

Solo chi cade può rialzarsi. L’occasione si presenterà tra poco più di 48 ore. Un clasico che accende i motori, fa squillare le trombe e rullare i tamburi. Una sfida tante volte epica. Da onorare: Real Madrid Juventus.



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