Il titolo, comprese le virgolette, una volta tanto non è mio, ma è una citazione del Mundo Deportivo, che ironizza in questo modo sul discutibile comportamento dei "Merengues" nella partita contro la Juve. Dove per "attore" si intende sicuramente sia "colui che agisce", che "colui che recita", mescolando metaforicamente il talento del calciatore a quello dell'istrione, che con un coup de theatre sbalordisce la platea. E' però indubbio che nelle intenzioni del giornalista quelle virgolette hanno un peso specifico immenso, e trasformano l'immagine in metafora da quella di un mostro sacro quale Vittorio Gassman a quella di un misero commediante, uno che recita (e male) la sua particina, che FINGE di essere qualcuno o qualcos'altro senza DIVENTARE qualcuno o qualcun'altro, che è poi la base del mestiere del palcoscenico.
La Compagnia Teatrale di Madrid è indubbiamente composta da attori di prima grandezza: da Benzema a Casilllas, da Sergio Ramos a Bale penso che a trovarne uno che non giocherebbe titolare fisso in ogni squadra, beh, sarebbe proprio dura. Ma è indubbio che il ruolo del protagonista spetti a CR7, al secolo Cristiano Ronaldo.
Sul talento calcistico del portoghese non si discute. Il primo goal alla Juve, ancorchè ci abbia fatto restare seduti con l'ultimo boccone della cena ancora in gola, è un esempio per i posteri di velocità di pensiero e rapidità di esecuzione. Inevitabilmente, però, ai tifosi Juventini rimarrà più impressa l'immagine del belloccio atleta lusitano
che crolla a terra folgorato coprendosi il viso in preda agli spasmi di chissà quale dolore.
Peccato che Chiellini, col suo braccione santo, l'avesse toccato in corsa tra collo e spalla...
Com'è andata lo sappiamo tutti... rosso diretto al nostro difensore e giù a giocarsi un intero tempo in dieci, per tacere poi del contatto su Vidal e del fallo su Pogba non visti da nessuno.
Questo, come già ho detto su certi atteggiamenti degli italici Balotelli e Cassano, mi offende prima che come Juventino, come amante del calcio. Quello che ha mangiato la polvere dei campi di periferia e che finiva i primi tempi con lo stinco gonfio ma stava zitto sapendo che, nel secondo tempo, li avrebbe avuti entrambi gonfi l'avversario.
Quello che, come molti, ha sempre guardato con ammirazione mistica alle magie dei Messi, Maradona, Platini, Sivori... ma che poi nel cuore ha sempre avuto i Davids, i Gentile, i Gattuso, i Benetti... gente di sangue e cuore, che sputa l'anima ad ogni partita come se fosse la finale dei Mondiali.
Da mercoledì leggo inviti a richiamare in squadra Montero o a sacrificare Motta pur di dare una lezione al portoghese. E lo dico con sincerità, il primo pensiero è stato quello anche il mio. Ma poi? Otterresti solo di far diventare il portoghese un martire (a proposito: qualcuno ha letto i giornali?
Si parla di "polemiche arbitrali" ma non si cita nessunissimissimo episodio: metodo scientifico per far passare il messaggio Juve+polemiche o Juve+lamentele. Fosse successo ad altri... beh, le immagini der gò dde Turone e del Rigore di Ronaldo -non questo, l'altro- girano ancora come Hit della rete...).
Vi dico un pensiero ancora più brutto: mi dispiace, che con le telecamere delle Pay-TV che ormai inseguono i calciatori fino al gabinetto, non ci sia più il "segreto degli spogliatoi": ricordo di un fatto a metà tra storia e leggenda che sarebbe avvenuto nella "pancia" del vecchio Comunale: si dice che Rocheteau e compagni avrebbero strapazzato un giovane Beniamino Vignola; si dice poi allora che alcuni bianconeri (in quella squadra c'erano Brio, Tacconi, Gentile, Tardelli, Furino... beh, fate voi...) avrebbero "amichevolmente esposto le loro rimostranze" ai transalpini.
Ok, non si deve nemmeno suggerirlo, lo so. Ma qualche volta la parte meno "politically correct" di ogni uomo viene fuori...
Io spero che tra una decina di giorni ci sia la "vendetta" su Cristiano Ronaldo.
E le virgolette stanno ad indicare che deve essere in senso sportivo. Nel senso di Gigione nostro che gli para un rigore "a cucchiaio" stando fermo in piedi in mezzo alla porta. Nel senso di Tevez che segna un goal e gli va a ridere in faccia col suo ghigno da indio. Nel senso di Vidal che gli porta via la palla e lo lascia per terra ad elemosinare un fallo che non c'è mentre nessuno se lo fila di pezza.
Perchè questa è la migliore vendetta. Perchè potrai essere anche un bel faccino e piedi sopraffini. Perchè potrai essere pagato come il sultano del Brunei.
Ma noi siamo la Juve. E mai come oggi, in questo momento, la mia Juve ha l'immagine di un operaio del pallone, quel Roberto Galia che sbancò San Siro sotto gli occhi dei Rijkaard, dei Van Basten... e sì, anche di un certo Ancelotti Carlo, che oggi fa un altro mestiere...
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