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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 08/11/2013 07:52:30
Il calcio giocato? Sui titoli di coda

 

Diventa una sfida poter parlare di calcio, come se il vero gioco si fosse spostato completamente nei salotti televisivi e nelle redazioni dei giornali. La cooperativa dell’informazione sportiva, usando le armi in dote, riesce a indirizzare – soppesando varie situazioni - una realtà che non parte più dai risultati sul campo, ma dipende dalle chiacchiere da bar sport. Anche quelle usate per condizionare e non informare.

Non esiste più il rispetto dell’avversario e non ci sono regole che tengano l’arroganza. Succede infatti che il presidente del Catania, Pulvirenti, con una dialettica non elegante ma ammessa, finisce per offendere personalmente Chiellini definendolo “Vigliacco impunito” e come immediata conseguenza, forse proprio quella cercata, ottiene la solita bordata di titoloni della stampa e la reazione del tifo antijuventino che, nella sfida con il Parma ha coperto di fischi il difensore bianconero ad ogni tocco di palla. Era necessario alzare la voce per non dare centralità al deludente 4-0 rimediato dalla compagine siciliana spostando le attenzioni su altro argomento? E perché la Federazione non punisce un atteggiamento che mette in mostra solo il peggio del nostro calcio danneggiandone ulteriormente l’immagine? (Link)

Anche perché lo stesso Pulvirenti è stato deferito "per avere, durante l'intervallo, nel tentativo di accedere alla zona riservata agli spogliatoi, accompagnato da persone non munite di autorizzazione, colpito con una spinta una steward, che, conseguentemente, doveva ricorrere alle cure dei sanitari". Ultimamente sono diversi quelli che si ribellano per i controlli allo Stadium, come se il problema fosse rappresentato dalla loro efficacia. (Link) Qualche giorno fa la Gazzetta dello Sport ha pubblicato una lettera di una tifosa milanista che si era recata a Torino per la partita con il Milan, nel settore ospite, senza tessera del tifoso. La Signora lamentava che durante i controlli all’ingresso del settore, l’addetto glielo aveva fatto notare, facendole perdere tempo per ulteriore verifiche, dimenticando (o forse non sapendo) che nel settore riservato ai tifosi ospiti, non puoi accedere senza tessera. Situazioni paradossali che fanno quasi pensare che in altri stadi certi controlli siano molti più leggeri …

Durante il convengo “La giustizia sportiva nel calcio: prospettive di riforma”, svoltosi presso il Polo delle Scienze sociale di Firenze, Piero Sandulli è tornato a parlare di calciopoli. Ha dichiarato, in risposta a chi chiedeva un parere sulle richieste del procuratore Ricci in apertura del processo di secondo grado di calciopoli: “Ho letto qualcosa a riguardo in treno ma non seguo moltissimo queste vicende. Per me è un qualcosa che mi ha visto coinvolto sette anni fa, la vita continua”. Pensando che qualcuno potrebbe invocare la revisione del processo sportivo, proprio perché le cose di 7 anni fa presentano ancora molti punti interrogativi, è alquanto inopportuna questa dichiarazione. Tutti vorrebbero chiudere calciopoli, non avere giustizia. (Link)

Attenzione ha destato a Parma, l’ennesimo striscione infamante rivolto a Pessotto con chiaro riferimento al suo personale dramma: Pessotto: “O mangi questa minestra o…” (Link). Credo che una volta tanto si potrebbe dare un significato ai biglietti nominativi individuando chi si è reso protagonista del gesto premeditato, per arrivare ad una punizione esemplare che sia da monito per chi vuole emulare il gesto. La multa alla società, che con una nota ufficiale ha preso le distanze dal gesto, non risolve il problema.

Per non farci mancare proprio niente registriamo l’ennesimo deferimento a carico di Enrico Preziosi, patron del Genoa. Il 5 giugno 2013 aggredì un giornalista del «Secolo XIX». L’accusa è di aver violato l’art 1 del codice di giustizia sportiva e anche il 4, visto che Preziosi non si è presentato a due convocazioni da parte della procura federale. Ora rischia una squalifica con relativa ammenda. L’ennesima. (Link)

E il campo? Dobbiamo relegarlo ai titoli di coda, un po’ come succede alla stampa sportiva nazionale.

Pubblicato sul settimanale n. 41 del 07.11.2013


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