Sono state rese pubbliche le designazioni arbitrali per la dodicesima giornata di campionato.
Ad arbitrare Cagliari – Torino è stato chiamato Giampaolo Calvarese di Teramo.
Per chi non se lo ricordasse
Calvarese è stato il protagonista, appena due giornate fa, di uno degli errori arbitrali più clamorosi di questo inizio campionato:
il rigore non fischiato alla Fiorentina in pieno recupero del big match contro il Napoli, che avrebbe potuto, se realizzato, portare la sfida in parità.
Oltre al danno ci fu anche la beffa per i viola, data dall'ammonizione con conseguente espulsione di Cuadrado, tacciato di simulazione, con squalifica del giocatore nel successivo Milan – Fiorentina.
Errore da matita blu, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista del peso specifico.
Poco conta che prima ci potesse stare anche un rigore per il Napoli, anzi, visto che il giudizio sull'arbitro avrebbe dovuto essere, se possibile, ancora più severo.
Nessuna squalifica, nessuna punizione, nessun esilio in siberia, nessun confino ad arbitrare serie amatoriali.
Non ci sarebbe molto da dire, se fosse sintomo di una nuova strategia dei designatori, l'importante è che sia applicata in tutti casi allo stesso modo.
Abbiamo ancora nella mente quanto periodicamente accaduto in passato ad arbitri colpevoli di aver "favorito" la Juve con decisioni errate, più o meno clamorose, bloccati anche per mesi affinché ripensassero bene a quanto fatto (non solo all'errore commesso, viene da pensare, ma soprattutto a favore di chi).
Ed invero all'assistente
Preti, colpevole di un abbaglio in occasione dell'annullamento per fuorigioco del gol di Paloschi in Chievo - Juve, dopo che era stata ventilata dalla stampa una megasosta, con una punizione esemplare e, addirittura, la carriera a rischio, pare sia stato perdonato l'errore, essendo tornato in Serie A a distanza di 4 giornate, seppure solo come quarto uomo.
Vigileremo, comunque, per il futuro, ad evitare che passino inosservate eventuali clamorose disparità di trattamento nelle punizioni di arbitri e assistenti, a seconda della squadra di volta in volta favorita, come più volte avvenuto in passato.
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