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Attualità di F. DEL RE del 12/11/2013 18:48:12
La proporzionalità della pena

 

La proporzionalità della pena è uno dei cardini che sta alla base dello Stato di Diritto, al pari dell'uguaglianza di tutti gli individui di fronte alla Legge ed all'esecuzione di un giusto processo. Ogni norma afflittiva nei confronti della libertà delle persone dovrebbe essere emanata seguendo pedissequamente, senza indugi e senza distinguo di sorta, il senso alto di questi cardini.

Ieri, in applicazione di una norma che prevede la chiusura di un impianto sportivo, o di parte di esso, a causa del ripetersi di cori considerati discriminatori per razze o territori, le decisioni del giudice sportivo Tosel hanno portato alla chiusura per due turni della tribuna sud e per un turno della tribuna nord dello Juventus Stadium. Tale norma, in caso di reiterazione del reato, prevede anche la chiusura totale dell'impianto e persino la sospensione della partita con relativa sconfitta a tavolino per la società i cui tifosi mettano in atto i suddetti comportamenti discriminatori.

Ma domenica sera, allo Juventus Stadium, non ci sono stati solo i tifosi della Juventus a "dare spettacolo", ma anche quelli del Napoli che si sono esibiti nel loro grande classico che mettono in scena, sia a Torino che a Napoli, quando incrociano i tifosi bianconeri, ovvero il lancio verso inermi spettatori di buste riempite coi loro escrementi, di pezzi di lavandini e di WC preventivamente spaccati ed asportati dai bagni del settore ospiti dello stadio che li accoglie e di cori inneggianti alla strage dell'Heysel; un campionario di porcherie e di bestialità varia che è stato "punito" soltanto con 50.000 euro di multa a fronte della chiusura parziale dello stadio bianconero a causa dei soliti cori imbecilli inneggianti all'eruzione del Vesuvio.

E' evidente a tutti, tranne a chi ha promulgato questa norma, che le pene inflitte ieri pomeriggio dal giudice sportivo Tosel manchino assolutamente di proporzionalità rispetto ai reati commessi, che neghino l'uguaglianza dei tifosi bianconeri rispetto a quelli napoletani di fronte alla legge e se ci riferiamo anche a ciò che è accaduto nel triangolare Trofeo TIM di Agosto e in Torino-Milan di un mese fa, tale negazione ci pare ancor più evidente e per questo discriminatoria.

Non vi è proporzionalità, infatti, nel considerare più gravi cori e striscioni, che altro non sono che violenza verbale, rispetto alla violenza reale di chi tira in testa al prossimo la propria mer** e il proprio piscio, perchè di questo si tratta: mer** e piscio che così devono essere appellati in barba all'ipocrisia; non vi è proporzionalità nel considerare più grave un'offesa alle origini territoriali altrui rispetto al tentato omicidio di altri esseri umani, perché lanciare pezzi di ceramica in testa al prossimo può provocarne anche la morte e non solo il ricovero in ospedale come è successo a quei quattro sfortunati che avevano avuto la disgrazia di acquistare un biglietto in prossimità del settore ospiti; non vi è uguaglianza di fronte alla Legge fra un uomo e l'altro se uno viene tutelato in quanto appartenente ad una determinata area geografica, mentre l'altro non viene mai tutelato, e da ben 29 anni, in quanto appartenente ad una fede calcistica; in pratica siamo di fronte all'ipocrisia marcia di una federazione che tutela solo e soltanto certe aree geografiche, solo e soltanto certi "razzismi" e nel far ciò si rende rea essa stessa di discriminazione di appartenenza, quando si rifiuta di punire, almeno allo stesso modo, chi insudicia la memoria di trentanove martiri. E non mi si venga a dire che i tifosi napoletani e il loro stadio non potessero essere puniti per questo, perché giusto un mese fa, come dicevamo sopra, San Siro, sponda milanista, avrebbe dovuto rimaner chiuso a causa dei cori discriminatori eseguiti dai tifosi del Milan in trasferta e non a Milano.

E per finire, prendendo spunto dall'ultima frase sopra riportata, è altrettanto evidente che siamo di fronte anche alla violazione dell'ultimo cardine del Diritto che abbiamo citato in premessa, ovvero quello del giusto processo, perché non può essere giusto un processo, chiamiamolo così per semplicità, in cui si applicano delle leggi che erano state precedentemente modificate "in corso d'opera" per evitare la chiusura dello stadio ad un'altra società, non c'è giustizia laddove vengano palesemente scardinati i cardini del diritto; laddove ciò accade, ovvero in questo disgraziato e malato paese, trionfano incontrastati ipocrisia e discriminazione, quella vera e non quella sancita da leggi stupide, applicate in modo stu.pi.do e contestate in maniera ancor più stupida, visto che alla fine della fiera l'unica società che ne trarrà danno reale è la Juventus.

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