“… Possiamo dire che non accettiamo lezioni di giornalismo e comportamentali da Conte” , così Pistocchi bacchetta l’allenatore juventino leggendo un comunicato durante l’edizione delle 13.00 di StudioSport dell’11/11/13. Motivo della sentita replica, la presa di posizione di Antonio Conte dopo la vittoria con il Napoli di domenica scorsa, quando aveva invitato i giornalisti a non focalizzare le loro attenzioni su un episodio, dimenticando tutto il resto. (
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Non ci sorprendiamo di questo atteggiamento offeso, anche perchè i modi ricalcano quelli che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi anni. L’occasione poi è di quelle da non perdere, sia perché leggendo il comunicato
ha ribadito che ci sono stati errori pro-juve (che non fa mai male…), sia perché
ha attirato attenzioni, le stesse che spasmodicamente cerca con le polemiche gratuite.
L’immagine del calcio non guadagna nulla da questi siparietti, anzi, quello che ne esce è qualcosa di patetico che oramai da troppi anni sostituisce con i suoi clamori, il calcio giocato. Ma ne guadagna quell’universo dove la chiacchiera da bar continua ad essere la protagonista indiscussa.
In occasione del rigore negato alla Fiorentina su Cuadrato, proprio nello scontro con il Napoli, Benitez, presentandosi a fine gara davanti ai microfoni delle varie tv, chiese di non voler rispondere a domande legate ad episodi arbitrali e tutti si adattarono alla richiesta non forzando la mano con domande tendenziose.
Per Conte non è stata la stessa cosa, visto che l’unico interesse dei vari intervistatori era legato ad un ipotetico fuorigioco di 21 cm (21 cm!) sul primo gol di Llorente. Una partita dominata dalla Juventus in ogni settore del campo, senza storia. Una supremazia totale che avrebbe dovuto, nell’idea di Antonio Conte, suscitare commenti benevoli legati alla prestazione sul campo.
Non è una lezione di giornalismo quella di Conte, anche perché di giornalismo, nell’esaltazione delle chiacchiere da bar c’è ben poco.
E’ una lezione di sport, quella di voler valorizzare la prestazione sul campo e una vittoria ottenuta in modo così totale.
Quanto successo allo Juventus Stadium dovrebbe essere da monito verso chi cerca continuamente di giustificare la sconfitta,
lasciando intendere che una decisione diversa su quel gol poteva sicuramente cambiare l’esito della partita. La rivalità tra le tifoserie, sfociata in veri atti di violenza, non ha certamente bisogno di essere rinfocolata da battaglie dialettiche che spostano le attenzioni dal campo alle rivendicazioni di presunti errori.
In certi contesti, dove il disagio del tifo si trasforma in guerriglia, non dovrebbe essere spinto quel giochino secondo cui, strumentalizzando le varie situazioni, si attirano le attenzioni dei telespettatori. E’ rischioso.
C’è bisogno di un cambiamento anche nella comunicazione. Situazioni estreme, in cui si cerca attenzione solo con una polemica sterile, devono lasciare spazio allo sport. Magari, quello che contestava Conte e che abbiamo ravvisato anche noi, è che, per non dover ammettere che la Juventus ha dominato la partita, si è cercato di focalizzare da subito, tutto il tempo disponibile per analizzare l’errore arbitrale, magari scegliendo delle riprese appropriate,
attirando così l’attenzione sul dettaglio insignificante, piuttosto che sul dominio totale del match. Commenta l'articolo sul nostro forum
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