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Attualità di F. DEL RE del 18/11/2013 07:23:56
Il 'Turn never' di Prandelli

 

Mi sono inventato questo neologismo dall'inglese che vado a spiegare: il turn over è un termine inglese che, se rapportato al calcio, sta a significare la rotazione scientifica, o per lo meno programmata, degli uomini a disposizione di un allenatore da parte del tecnico stesso.

Il "mio" turn never è una derivazione polemica che appiccico volentieri a quegli allenatori che invece il turn over non lo praticano mai, o almeno non lo applicano con certi giocatori. Un tecnico da turn never è sicuramente Prandelli, il CT più etico che ci sia; a Prandelli non interessa che l'Italia affronti il Brasile oppure il Poggio a Caiano, che si giochi una semifinale mondiale con l'Inghilterra oppure che faccia una sgambata con la Caratese; lui il turn over non lo conosce, almeno se riferito ai giocatori della Juventus. Per cui scordiamoci di veder rifiatare Pirlo o Barzagli o di veder riposare Buffon, perché per loro tre vale il prandelliano turn never, ovvero sempre in campo, anche nei match più inutili.

Sinceramente non capisco questa lesionistica testardaggine dell'etico; non capisco perché debba rischiare sempre tre ultra trentenni che sono la colonna portante della sua etica nazionale; non capisco perché chi ha sulle spalle oltre cento convocazioni in nazionale, o che comunque ha sempre giocato sotto le sue etiche direttive, debba essere rischiato anche nelle inutili amichevoli invernali, che guarda caso, proprio martedì scorso, hanno di fatto chiuso la stagione del povero Kehdira.

Non capisco perché sia impossibile provare Verratti per Pirlo, Astori o Ranocchia per Barzagli, tanto più che questi ultimi due non hanno neppure gli impegni europei infrasettimanali; non capisco perché si rischi un portiere come Buffon che negli ultimi anni ha avuto tanti problemi fisici e che più di una volta ha lasciato la porta al suo sostituto in una manifestazione importante (Europeo 2000; Mondiale 2010) per non far mai giocare Sirigu o Marchetti.

Non capisco se, in quanto eticamente etico, Prandelli voglia prevenire critiche che gli pioverebbero sicuramente in testa se decidesse di preservare i giocatori della Juve, visto che una richiesta in tal senso da Torino non è mai arrivata e ci mancherebbe altro, visto che noi i nostri giocatori li accompagnamo anche infortunati in nazionale... Non capisco perché voglia correre un rischio così inutile se non per danneggiare la Juventus, in barba anche alla sua etica nazionale che ne patirebbe uguale danno; e in fine non capisco perché Totti debba, invece, essere preservato e scongelato dal suo ritiro che dura da ben otto anni, giusto un giorno prima di partire per il Brasile; ciò eticamente cozza moltissimo col sovrautilizzo degli ultratrentenni juventini.

E in fine non capisco perché ai nostri giocatori non venga mai un'unghia scheggiata, un pelo incarnito, le papille gustative interrote, un gomito che fa contatto col ginocchio per marcare visita alla convocazione etica; non capisco perché un Pirlo non salti una delle tante inutili amichevoli etiche per poi giocare cinque giorni dopo un match importante con la sua squadra di club, tipo che so: come fece De Rossi prima di Roma-Napoli di quest'anno...

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