Ne avevamo già discusso all'indomani della notizia della squalifica dei settori nord e sud dello Juventus Stadium, ma visto che la cosa è comunque rimasta per lo più sotto silenzio da parte di tutti, federazione, istituzioni, media e persino,
cosa assurda e grave, anche dalla Juventus stessa, vorremo tornare nuovamente a focalizzare l'attenzione sull'assurdità di una norma iniqua che ha di fatto sdoganato come fatti di poco conto reati gravissimi nel mentre ha elevato alla massima pena quello che i giuristi definirebbero un "reato di opinione"
Pare assurdo, infatti, che a distanza di una settimana e più, non si siano ancora placate le chiacchiere intorno ai cori di “discriminazione territoriale”i che hanno portato tra le altre, cose alla decisione di chiudere le curve dello Juventus Stadium. Quello che invece è stato accuratamente censurato, evitato e dimenticato,
è l’atteggiamento scorretto della tifoseria napoletana che si è esibita nel lancio di oggetti, scoppio di bomba carta, palloncini pieni di urina e pezzi dei bagni dello Juventus Stadium letteralmente distrutti.
Perché nessuno parla anche della violenza di cui si sono resi protagonisti i sostenitori partenopei? Perché nessuno li condanna pubblicamente? Perché nessuno chiede chiarezza?
Oggi ci sono i mezzi per identificarli e punirli, dalle telecamere dello stadio, alle riprese televisive, ai filmati, alcuni reperibili anche su YouTube, girati dai tifosi allo stadio. C’è qualcuno che si sta interessando della cosa? Può una sola multa, che tra l’altro finirà nelle casse della Federazione, porre rimedio al danno economico subito dalla Juventus?
Non è la prima volta che a Torino, i tifosi ospiti del Napoli si comportano come vandali:
possibile che non si possa prevenire, magari negando la trasferta a chi si è macchiato di simili brutalità? Il silenzio non cura la violenza ma è da stimolo. La curva della Juventus paga la chiusura per aver violato una norma da tutti strumentalizzata e che, per come è concepita, non si presta a risolvere il problema di nessuna forma di discriminazione. La priorità dovrebbe essere quella di prevenire episodi violenti, non solo verbali, ma soprattutto quelli che portano alla devastazione e al ferimento vero e proprio di altri tifosi, come successo ai 4 juventini che sono dovuti ricorrere alle cure mediche e che tutti hanno dimenticato.
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