Il 17 novembre
Matteo Spaziante per Libero, scriveva un articolo dal titolo:
“Barzagli e il mal d’azzurro. Lo strano caso del difensore juventino, sempre acciaccato nelle partite inutili” (
Link). Un articolo che ricalca lo stile tutto italiano di
instillare il dubbio, soprattutto quando è possibile farlo intorno ad un personaggio del mondo bianconero. L’autore del pezzo fa notare che:
“al difensore juventino capita spesso qualche problema fisico che gli impedisce di scendere in campo quanto Prandelli vorrebbe ” e ricorda che in estate, per la tendinopatia:
” … è costretto a saltare l’amichevole del 14 agosto contro l’Argentina a Roma. Quattro giorni dopo è in programma la Supercoppa contro la Lazio, fino all’ultimo è in dubbio, poi Conte lo schiera e gioca 75’, prima di lasciare il posto ad Ogbonna sul 4-0” . Ed ancora:
“Due settimane più tardi, il 31 agosto, la Juve gioca di nuovo contro i biancocelesti, stavolta in campionato: il problema al tendine pare non dare fastidio, almeno fino all’81’, quando Barzagli viene sostituito. Viene comunque chiamato in nazionale, visto che tra il 6 e il 10 settembre gli azzurri si giocano la qualificazione contro Bulgaria e Repubblica Ceca. Il centrale però non ce la fa, lascia il ritiro e torna a Vinovo, dove riparte il tormentone: Barzagli è in dubbio, rischia di saltare l’Inter. Eppure il 14 settembre a San Siro è titolare e gioca tutti i 90’”. E via dicendo fino a concludere con una battuta:
“Ma due euro sulla sua presenza domenica prossima a Livorno sarebbero una buona scommessa.” Come giudicare questo articolo? Una provocazione? Un tentativo di creare un caso per attirare attenzioni?
L’autore del pezzo ha comunque
perso la sua scommessa. Barzagli non è stato convocato per la sfida di Livorno e un altro giornalista di Libero, Fabrizio Biasin (
Link), ha addirittura preso le difese di Spaziante per precisare che
“ha fatto notare un banale dato statistico: a Barzagli capita di farsi male in Nazionale e poi di recuperare in tempo per il match di campionato. Prima di oggi gli era accaduto 2 volte su 2. Non c’era malizia, non c’era «ironia», soprattutto non c’era «cattiveria»”. Una precisazione ancora più triste dell’articolo, anche perché verrebbe da chiedersi, come mai questa analisi sia stata riservata al solo Barzagli…
Lasciamo ai lettori, come sempre, giudicare il fine ultimo dell’articolo, ma un invito all’amante delle statistiche vogliamo comunque farlo: perché non ricordare quanti sono i giocatori juventini che ogni volta vengono chiamati ad indossare la maglia azzurra ed il loro costante contributo alla nazionale?
Un modo come un altro per pagare una scommessa persa …
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