”Be careful of the cat. Don't say you have the cat in the sack when you don't have the cat in the sack”. “Occorre stare attenti al gatto. Non dire di avere il gatto nel sacco quando non hai ancora il gatto nel sacco”. Così parlò Giovanni Luciano Giuseppe Trapattoni alla vigilia dello spareggio per gli europei del 2012 tra Estonia e Irlanda. L’assonanza con il titolo dell’opera di Nietzsche non è casuale, poiché la fama degli aforismi dell’allenatore italiano di club più vittorioso, l’unico che insieme all’austriaco Hernst Happel e al portoghese Jose Mourinho sia riuscito a vincere in 4 paesi diversi almeno un campionato di massima divisione, non è nel web inferiore a quella dei filosofi e degli scrittori più rinomati (
Link ). Il Trap è il quarto allenatore al mondo e il secondo in Europa per numero di trofei conquistati (e quasi tutti con la Juventus), l’unico al mondo con il tedesco Udo Lattek ad aver vinto (con la Juventus) tutte le competizioni Uefa (eccetto l’Intertoto), vantando il record di tre Coppa Uefa. Da calciatore è stato centrocampista, militando per 14 stagioni nel Milan, da allenatore ha stravinto praticamente tutto con la squadra bianconera, prima di affermarsi anche con l’Inter, il Benfica, lo Stoccarda, il Red Bull Salisburgo, la nazionale italiana e quella irlandese. Mauro Bellugi ha detto di lui:
“Trapattoni non si discute: è il migliore allenatore d'Europa e, forse forse, anche d'Italia”. La tredicesima giornata del campionato di serie A in corso è stata proficua per i colori bianconeri, poiché nel peggiore dei casi ha permesso alla Juventus di allungare sui diretti rivali del Napoli, che già battuti a Torino sono stati ridimensionati anche da Antonio Cassano. Un epilogo che, stante la rivoluzione estiva di De Laurentiis, che al posto di Cavani e Mazzarri ha condotto sotto il Vesuvio Higuain e Benitez, senza farne al momento i garanti del salto di qualità, conferma ancora una volta che certe operazioni riuscivano meglio a Moggi. Anche la Roma, con il suo filotto a due cifre di vittorie consecutive in avvio di campionato, aveva infiammato tifoserie e media, che nell’euforia delle dichiarazioni incendiarie avevano incenerito le potenzialità della vincitrice degli ultimi due scudetti.
Per questo, dopo la sconfitta coi viola, lo spirito del Trap ha continuato ad aleggiarmi sul campionato, materializzandosi nell’affermazione felina che consiglierei a Garcia come a tutti gli altri di tenere bene a mente. E siccome la filosofia dell’ex tipografo di Cusano Milanino ha fatto dire a Fabrizio Bocca di Repubblica (
Link ) che trattasi di un vero e proprio manifesto culturale e che il comunicatore Mourinho se lo sogna un linguaggio così, fatto di mignoli in bocca, acqua santa e giri di parole che nascondono dietro le celebri gaffe e le supposte supercazzole una capacità di sintesi e una mira perfetta al nocciolo delle situazioni, perché non affidare alla forza suggestiva delle sue invenzioni verbali il punto sul campionato? Chiedendogli scusa per l’imprevisto adattamento, giacché gli spiacque a suo tempo che la Gialappa’s ne facesse un oggetto di cult.
”Caratterialmente abbiamo dimostrato che alla base c'è anche il carattere”. Descrive bene il momento della Juve, la squadra che conosciamo e incomincia a spiegare perché nonostante tutti si affannino nei paragoni tra Conte e Lippi, io, sarà per un fatto generazionale, sarà quindi nostalgia, continuo a sentirmelo associato al Trap. Sicché viene da sé che
“Ho voluto vedere cosa c'era dentro le viscere di questa truppa” e
“I giocatori sono liberi di fare quello che dico io”. Ma anche:
“There is one ball, c'è un solo pallone e bisogna corrergli dietro. Se non lo rincorri fino alla nostra area, sei Ponzio Pilato”. Di corse Pogba e Asamoah ne fanno parecchie e contro il Livorno non si sono certo risparmiati, con Llorente e Tevez. Per un attacco certificato dalla stampa di secondo rango, da scarto per le grandi d’Europa, e invece molto ben assortito:
“Noi non compriamo uno qualunque per fare qualunquismo”. Capitolo Milan. Siccome dicono che Gioanin, come lo chiamava Brera, fosse delle parti del Manzoni, stava si capisce con il vicecampione del mondo di Fusignano
“l’un contro l’altro armato” e lo spiegava così:
“Non insegno chimere, le lascio a Sacchi. Icaro volava, ma Icaro era un pirla”. Di conseguenza niente di più semplice che cogliere il momento involutivo rossonero:
“Quando ti abitui allo zucchero non accetti più il sale” e
“Se si continua così non si esce dal baratro, ma dal barattolo”. Concentrandosi sul giocatore che meglio (o forse peggio) di tutti lo impersona:
Questi giocatori, nonostante il nostro paternalismo e il dialogo psicologico che a volte abbiamo, leggendo sui giornali certe frasi sono un po' umoralmente piuttosto abbacchiati, abbiamo il dovere non demagogico, magari di riservatezza”. Anche se
“Un campione è colui che non lascia mai la squadra in 10, che ti dice cosa devi fare in campo e fuori, che non si tira indietro e non arriva in ritardo. È diverso dal fenomeno, che magari ti fa vincere la partita da solo”. Non me ne voglia, ma Balotelli deve ancora dimostrare chi e che cosa sia.
Le magre figure che l’Inter sta riservando all’avvento di Thohir rievocano il monologo che a suo tempo l’ultimo allenatore capace di far vincere un titulo tricolore ai nerazzurri prima dell’era calciopolese riservò al centrocampista Strunz, ma rimanendo incomprensibili anche nella traduzione, proponiamo:
“In Italia si vuole l'uovo, il culo caldo e la gallina, ma quando la gallina ha fatto l'uovo va via eh? Quindi non può avere il culo caldo. Noi vogliamo tutto e subito. Coccodè coccodè and go. You understand?”. Come pure:
“Se non si può vincere bene, che almeno si vinca. I risultati restano, le squadre spettacolari e le parole durano ventiquattr'ore” . Checché ne pensi Moratti.
“Il successo è un pallone con quattro spicchi. Uno appartiene ai giocatori, uno alla società, uno all'ambiente, cioè stampa e tifosi. Il quarto spetta all'allenatore”. Del resto il calcio è
“Una sfida ostica, ma anche agnostica”. Con amore infinito a Giovanni TrapattoniCommenta l'articolo sul nostro forum
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