Mettere i puntini sulle "i" è un lavoro noioso, a volte ripetitivo, sicuramente poco interessante, ma qualcuno dovrà pur farlo... In tema di discriminazioni di vario genere ne abbiamo sentite tante negli ultimi tempi e sinceramente le più ci lasciavano perplessi, oltre che annoiati. Ci fa sorridere, se si può sorridere di cose tanto piccole quanto meschine, che un
barista napoletano, tifoso del Napoli, sullo scontrino che viene stampato nel suo bar abbia apposto la scritta
«Napoletano juventino, ti schifano a Napoli e pure a Torino» mentre sulla propria porta di casa avrebbe apposto un cartello recante la scritta:
“Vietato introdurre juventini” completato dallo stemma societario della Juve sbarrato con una bella "X" (
Link). Sulla veridicità della prima affermazione ne abbiamo disquisito a lungo anche sul forum, è una leggenda metropolitana-napoletana che nasce da un fotomontaggio fatto coi piedi e messo in circolo per il web da tifosi napoletani; sulla seconda c'è da dire che ognuno a casa sua fa e scrive quello che vuole, anche se un cartello recante una chiara affermazione discriminatoria fa intendere sia l'educazione del personaggio in questione, sia il tipo di educazione che a sua volta potrà dare ai propri figli. Direte, cari lettori, ma in fondo in fondo, che ce ne frega a noi di questo signor nessuno? Niente, vi risponderei; è solo l'ennesimo esempio, banale come le sue scritture, di un italiano che fa fatica a far pace col concetto di rispetto verso l'altrui pensiero, verso l'altrui persona, verso l'educazione intesa come valore fondante della società in cui viviamo.
E' solo l'ennesimo esempio di come oggi la fonte di discussione siano gli insulti scambiati vicendevolmente su facebook, piuttosto che sull'arte, sulla cultura, sulla letteratura, sulla politica, ma anche sullo sport, inteso in senso sano, che poi è anche arte, cultura, letteratura, perfino politica. Il piccolo bar di un signor nessuno può quindi essere spunto di riflessione, noiosa, mi rendo conto, su quanto questo paese sia tristemente ridimensionato nelle sue aspettative a causa di un popolo che sempre più spesso pensa in modo ridimensionato, agisce in modo ridimensionato, educa in modo ridimensionato e di conseguenza vive e fa società in modo ridimensionato. Forse la rinascita di questo paese, o più modestamente della cultura sportiva in questo paese, passa attraverso la lettura di qualcosa di più interessante e stimolante che non di quattro scemenze su facebook. Magari si imparerebbe anche a rispettare il prossimo, invece che a riproporre cartelli che la nostra storia, che è anche cultura, che è anche letteratura, che è anche arte e quindi anche politica, tristemente ricordano.
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