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Attualità di F. FILIPPIN del 30/11/2013 10:09:28
La discriminazione de ‘La Stampa’

 

“Il concetto di discriminazione territoriale l’ho imparato adesso”.
“La Uefa prevede solo il concetto di discriminazione, poi ogni Federazione, caso per caso, decide. Qualcuno può fare di più, com’è stato il caso dell’Italia “

Così si espresse il Presidente dell'Uefa Michel Platini quasi due mesi fa, alla domanda su cosa ne pensasse delle norme italiane sulla cosiddetta e famigerata “discriminazione territoriale”.

Torniamo sempre lì, purtroppo, visto che la questione è più che mai attuale.
Dopo la partita di Champions League tra Juventus e Copenaghen è, infatti, apparso su “La Stampa” un articolo dal titolo “Ultrà contro il club. Cori anti-napoletani non solo nelle curve”
Nello stesso articolo si legge “Ieri sera la giurisdizione era della Uefa, che non contempla la discriminazione territoriale, ma gli ispettori della Disciplinare europea hanno preso nota: eventuali sanzioni dipendono dalle loro valutazioni””.

Nel frattempo ci è sfuggito qualcosa? A prescindere dall'inutilità e stupidità della reiterazione dei riferiti cori (non ci credo neanche un po' che si tratti di una battaglia di libertà di manifestazione del pensiero da parte degli ultrà, ma solo di una prova di forza al grido di “facciamo quello che vogliamo”), o gli stessi configurano discriminazione razziale o non sono sanzionabili, lo dice lo stesso autore dell'articolo.
Prova ne è il fatto che cose analoghe sono già accadute a Marsiglia e a Londra e la Uefa non si è minimamente sentita in dovere di intervenire.

Di cosa stiamo parlando, allora?
Delle due l'una. O la questione è una forzatura del giornalista (che non sappiamo come abbia avuto accesso a queste fantomatiche note degli ispettori Uefa), che ha sentito l'irrefrenabile necessità di calcare la mano e creare un caso dove non ce ne era neanche l'ombra (siamo sempre lì, chi dirige questa continua campagna contro la Juve da parte del giornale di famiglia? ), o siamo di fronte ad una clamorosa discriminazione territoriale: quella, però, nei confronti della Juventus, che deve (sempre) subire un trattamento diverso dagli altri.

Lungi da me l'intenzione di difendere certi cori e chi li fa (non mi interessa se sono fatti con tono goliardico, di invocare il Vesuvio se ne può tranquillamente fare a meno), men che meno di giustificare una guerra tra tifosi e istituzioni che può danneggiare solo la squadra e i tifosi che vanno allo stadio non per insultare gli avversari, ma per sostenere i propri colori (sia che lo facciano a costo di sacrifici e di centinaia di chilometri, sia che lo facciano “mangiando gamberetti al buffet” in Tribuna).
Francamente, però,di avere il fucile sempre puntato contro non ne posso proprio più.

L’articolo tratto da La Stampa



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