La Gazzetta dello Sport è riuscita, ancora una volta viene da dire, a darci una perfetta dimostrazione di incoerenza e di parzialità parlando della Juventus.
“E sono quegli stessi 12.200 bambini che urlavano «merda» prima del rinvio di Brkic e cantavano «chi non salta interista è». Giocavano a fare i grandi. Non sono tifosi infetti, così come non sono camorristi i bambini che a Scampia giocano in strada alla Camorra. Indignarsi non ha senso. Meglio prendere atto che questa è la frontiera: educarli ai valori dello sport, fargli apprezzare il gusto del tifo a favore e la stupidità di quello contro. E poi migliorare noi, perché ci guardano e ci imitano”. I bambini che gridano
”Chi non salta interista è” vanno educati, anzi rieducati, magari con un lavaggio del cervello come quello che da anni certa stampa sta cercando di mettere in atto.
Peccato, però, che quello stesso coretto (il più innocente che si possa sentire), qui definito
"stupido”, se cantato dai bambini, fosse considerato in tutt'altro modo solo pochi giorni fa dalla stessa Gazzetta.
“Thohir: "Chi non salta rossonero è". Dopo aver citato Facchetti, il nuovo presidente dell'Inter concede un simpatico siparietto chiudendo il proprio intervento con il coro dedicato ai cugini rossoneri. L'avventura di Thohir a Milano è cominciata”. (
Link)
Ci aspettiamo ora che il giornale rosa lanci una campagna per
“educare” il neo presidente interista
“ai valori dello sport, fargli apprezzare il gusto del tifo a favore e la stupidità di quello contro”.
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