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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Farsopoli di G. FIORITO del 04/12/2013 07:39:40
Arringa Prioreschi. Calciopoli è un manicomio?

 

Udienza del 03.12.2013. Napoli, appello calciopoli

Il 6 giugno 2011 l’avvocato Prioreschi pronunciò in difesa di Luciano Moggi l’arringa difensiva nel procedimento della radiazione. Chi l’ha letta sa che siamo di fronte a un professionista bravo, ma anche che calciopoli è una montatura, una farsa, una serie infinita di tessere incastrate da un matto per dimostrare l’indimostrabile. L’avvocato Prioreschi ha dovuto provarci ancora. Tocca ai giudici dell’Appello togliersi il prosciutto dagli occhi e guardare senza pregiudizi un castello accusatorio crollato da anni.

Si parte da due considerazioni fondate sui numeri, i più difficili da mettere in discussione.

1) La riduzione dagli indagati iniziali che tra arbitri, designatori, dirigenti e giornalisti erano 48 a 17 imputati, dei quali a formare la presunta cupola rimangono 9: 4 arbitri, 2 designatori e 3 dirigenti, Moggi, Giarudo e Mazzini.

2) L’inammissibilità dell’appello del PM per violazione dell’art. 581 lettera c del codice penale. Essendosi verificato che: a) l’appello era basato sul sorteggio, ritenuto non truccato dalla sentenza di primo grado; b) è venuta a mancare la prova dell’accusa: il video di Coverciano depositato in procura, che però dimostrava che il sorteggio non era truccato.

3 Contestazioni rilevanti anticipano le frodi.

1. La competenza territoriale, cioè la sede processuale di Napoli preferita a Roma e Torino, dove si sarebbe iniziata la vicenda delle schede svizzere. Considerando pure che la connessione tra scopo e associazione avrebbe dovuto indirizzare a Udine o Brescia, Lecce o Parma, sedi delle partite sotto esame.
2. Se Moggi è stato condannato perché si è ritenuto che il capo di imputazione fosse un interesse personale, è stato assolto dal Tribunale di Roma con sentenza confermata in appello per un’associazione personale finalizzata ad una compravendita di calciatori dell’universo Gea di cui era presidente il figlio.
3. La mancanza della rogatoria per le sim svizzere, sulla quale Auricchio e Di Laroni avrebbero anche mentito entrando in contraddizione tra di loro. Dalla mancata assistenza giudiziaria all’attività di indagine in Svizzera deriva l’inutilizzabilità delle prove acquisite.
4.
Prioreschi ha spiegato che la sola designazione di un arbitro parziale indica un processo alle intenzioni e rimane sul piano dell’evanescenza. Ha citato la sentenza Stanziola, che fa riferimento al dolo specifico, cioè l’alterazione del risultato. Ha ripreso il tema delle intercettazioni utilizzate dall’accusa, che occultandone molte, non ha tenuto conto di quelle in cui è l’arbitro stesso ad ammettere l’errore. Le imputazioni riguardanti le frodi sono state costruite sull’operato dell’arbitro per compromettere il risultato delle partite, preceduto dal sorteggio, dalla griglia o dalle ammonizioni mirate in modo che fosse un concorrente eventuale. Su 9 frodi, 7 mancano della prova che l’arbitro abbia portato a compimento la volontà di alterare il risultato. Il contatto telefonico silenzioso, cioè mancante del contenuto della conversazione, le cene, le intercettazioni e la difesa mediatica si sono trasformate per l’accusa nell’atto fraudolento, che non è stato provato.

Anche in presenza di pericolo di reato, il comportamento deve essere valutato attraverso la condotta, cioè la valutazione della formazione della griglia, il sorteggio e il comportamento degli arbitri. Il bene tutelato è la lealtà e la correttezza, ma il loro valore rimane nella sfera del codice di giustizia sportiva delle federazioni.

Le schede svizzere.

Come abbiamo già rilevato nella scorsa udienza riguardo a Ambrosino e Racalbuto, il possesso della scheda risulta a volte decisivo e altre no.
Per Prioreschi Di Laroni per ricostruire i contatti telefonici si è servito di un “metodo da manicomio” , incentrato su elaborazioni complicate per avvalorare le tesi dell’accusa al punto da sembrare una bufala.
1)E’ impreciso, perché indica come non più funzionanti utenze che invece hanno dato luogo a contatti nel caso dei designatori.
2) Moggi si fa fotografare con dei finanzieri che lo hanno riconosciuto a Chiasso e l’acquisto di sim risulta talmente segreto che la foto finisce sui giornali.
3) Secondo i carabinieri Paparesta aveva la scheda svizzera, secondo la sentenza no.
4) Non ci sono gli audio delle intercettazioni e di conseguenza i contenuti.
5) Non c’è coincidenza tra colui che chiama e colui che risponde. Ad esempio il telefono di Bertini ha 20 chiamate in entrata dal telefono di Moggi, il quale ha 0 chiamate in uscita.

Le frodi.

Udinese Brescia. Dattilo si è ritrovato in questo processo per la sfortuna di avere arbitrato questa partita. L’Udinese aveva 3 giocatori diffidati che non sono stati ammoniti. L’espulsione di Jankulovsky avviene per volere dell’assistente Camerota, non indagato. Il fatto non sussiste.

Juve Lazio 2 a 1. Giraudo Dondarini e Baglioni assolti. Sorteggio regolare e mancanza di atto fraudolento. Il fatto non sussiste.

Fiorentina Bologna 1 a 0. Tutti assolti, compreso l’arbitro Pieri, tranne Moggi, che a Damascelli non sapeva dire chi fossero i giocatori diffidati. Accuse basate su presunti contatti silenti.

Juve Milan. La griglia di questa partita viene fatta 10 giorni prima da Bergamo e Meani. Secondo De Cillis Bertolini compra 9 schede a giugno 2004, tra le quali non c’è quella di Bertini con finale 155. Ne compra poi 5 a gennaio e 7 a febbraio, perciò nel dicembre 2004 Bertini di sicuro non poteva avere una scheda svizzera. La partita non fu presa in considerazione dalla giustizia sportiva.

Cagliari Juventus. Partita non investigata dalla giustizia sportiva anche questa. Moggi difende Racalbuto, che avrebbe avuto qualche occasione di favorire la Juve ma non lo fece.

Juventus Udinese. Terna arbitrale assolta. Moggi fa la griglia e indica solo 2 arbitri sodali quando avrebbe potuto sceglierli tutti e 5. Si lamenta con Bergamo che gli arbitri ostacolavano la Juve e il designatore spiega il giorno dopo a Mazzini di avergli fatto credere cose non vere per metterlo a tacere.

Roma Juve. Giraudo assolto. 11 intercettazioni occultate che dimostrano la buona fede di Racalbuto, che potendo favorire la Juve, le nega un rigore e evita due espulsioni ai giallorossi. Poi viene punito con 8 turni di sospensione.

Salvataggio della Fiorentina.

Chievo Fiorentina. Sotto esame sorteggi, griglia e condotta arbitrale. Moggi non interviene direttamente, ma lascia che siano Mazzini e Mencucci a darsi da fare. La partita fondamentale dell’operazione è Lecce Parma, ma Moggi è stato assolto per quel capo d’imputazione in primo grado senza appello.
Inoltre:
1) Moggi, capo della cupola, viene escluso dall’incontro di Massa;
2) dopo Lazio-Fiorentina 1-1 Carraro si preoccupa in un’intercettazione: "Che svista ha fatto Rosetti. Si però a sto punto non può retrocedere la Fiorentina se no qui stiamo in difficoltà grande". Abete contatta Mazzini: “Siamo nei casini!”. Mazzini Mencucci: “Speriamo che Pantaleo faccia qualcosa”, nel corso di Lecce-Parma. Pantaleo è Corvino, che l’anno dopo sarebbe passato dal Lecce alla Fiorentina.
Forse il salvataggio della Fiorentina non era il chiodo fisso di Moggi.

Forse calciopoli è durata anche troppo.


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