Non accennano a diminuire gli episodi di violenza dentro e fuori gli stadiAltri episodi di violenza hanno occupato le cronache calcistiche delle ultime settimane di campionato. Tensione a Bergamo la scorsa domenica dove molti tifosi dell'Atalanta hanno cercato il contatto con i sostenitori della Roma. La polizia ha usato cinquanta lacrimogeni per contenere l'assalto degli ultras, ma nessun tifoso è stato identificato. All’arrivo alla stazione di Bergamo, i tifosi giallorossi avevano lanciato una bomba carta mentre, la curva dell’Atalanta, ad inizio match, si era riempita di sagome di polistirolo raffiguranti un carrarmato, richiamando l’increscioso episodio estivo quando, durante la Festa della Dea organizzata dai tifosi, un carrarmato (vero) aveva «schiacciato» due automobili con le insegne di Brescia e Roma. Una partita a rischio, vista la storica rivalità tra le due tifoserie, tanto da spingere entrambi gli allenatori, alla vigilia dell’incontro, ad inviare via twitter un invito alla distensione. Per garantire l’ordine pubblico sono stati impiegati 500 agenti e 400 steward. 1400 i tifosi attesi a Bergamo muniti della contestata “As Roma card away”.
Nel prepartita di Europa League Legia-Lazio, quattordici tifosi laziali sono stati arrestati a Varsavia ed in attesa di processo, sono stati trasferiti nelle carceri polacche. Tutti gli altri fermati (circa 135), dopo il pagamento della contravvenzione sono potuti tornare a casa. A loro sono state imputate le accuse di danneggiamento e aggressione alla polizia. Decisive le testimonianze di alcuni agenti anche se controverse. Un nuovo episodio che non passerà inosservato all’Uefa in quanto il club romano, proprio per gli atteggiamenti dei suoi tifosi, è già da tempo finito nella black list dell’organismo europeo. Non dovrebbero esserci conseguenze dirette per le società in entrambi i casi, in quanto gli scontri si sono tutti verificati lontano dagli stadi.
Per gli incidenti della prima di campionato di calcio tra Verona e Milan, la Digos scaligera ha chiuso una vasta operazione per risalire ai responsabili. L'operazione ha visto coinvolte, con una serie di perquisizioni e riscontri grazie alla video sorveglianza, almeno 24 persone.
Ricordiamo anche che la Juventus ha sporto denuncia per i fatti accaduti allo Juventus Stadium in occasione della partita contro il Napoli dello scorso 10 novembre per atti di vandalismo e ripetuti lanci di oggetti pericolosi verso le Tribune Est e Nord, occupate dai tifosi juventini, da parte dei supporters napoletani.
L’anticipo di campionato tra Bologna e Juventus ha fatto registrare un nuovo assalto al pullman dei bianconeri preso calci e pugni dai bolognesi. Non ci sono stati feriti o danni gravi ma l'impressione è che l'agguato fosse organizzato. Sono dovuti intervenire i poliziotti per allontanare i violenti e permettere alla Juventus di entrare allo stadio. Un episodio che ricorda quello scorso dello anno, quando la Juventus è stata accolta nel medesimo modo…
Bollettini di guerra che mettono chiaramente in luce come il problema della violenza esiste eccome. Un disagio dovuto alla mancanza di educazione sportiva di chi va allo stadio che altrove, come in Inghilterra, hanno superato da tempo con organizzazione e impegno concreto da parte di tutte le istituzioni sportive.
La cosa ancora più grave è che i media riempiono i lettori e i telespettatori con le peggiori ricostruzioni di queste situazioni, occupando intere pagine di cronaca, titoloni ad effetto e troppo spazio alle condanne di moralizzatori pronti a salire sul carro per avere quella visibilità che in circostanze normali faticherebbero ad ottenere. Poi gli stessi sono così sensibili da scandalizzarsi quando i bambini invitati dalla Juventus allo Stadium ad occupare il posto degli ultrà in squalifica, gridano “merda” al rinvio del portiere avversario. L’innocenza dei bimbi strumentalizzata per coprire situazioni ben più gravi.
Un grido considerato più pericoloso di un’aggressione.
Sono oramai troppi gli episodi di cronaca che di settimana in settimana ci troviamo ad elencare per fingere che il problema non stia diventando sempre più grave.
Le misure ad oggi adottate non hanno garantito sicurezza, anzi, in qualche caso sono sembrate uno stimolo. La Federazione punisce corsi “discriminanti” ma non chi compie veri e propri atti di vandalismo dentro e fuori le strutture, come l’assalto alle squadre ospiti, la devastazione dello stadio, le imboscate alle tifoserie avversarie. Fanatici recidivi non tenuti a bada, sia dentro che fuori i nostri confini e misure di prevenzioni non ancora efficaci non danno certamente una bella immagine al nostro calcio. Vogliamo fare qualcosa o aspettiamo che la scossa arrivi da episodi ancora più gravi?
Pubblicato sul settimanale n. 45 del 05.12.2013

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