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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 12/12/2013 11:19:58
La multa la meritano le istituzioni sportive

 

L’argomento che ha tenuto banco negli ultimi giorni è senza dubbio quello legato all’esempio negativo che per qualcuno ha rappresentato l’esperienza unica dei bambini allo Juventus Stadium. Fiumi di inchiostro è stato versato intorno all’argomento, tanta l’ipocrisia sfoderata e la forzatura usata per interpretare un evento che ben si è prestato ad essere strumentalizzato.
Ci vuole una bella faccia tosta da parte dei media nel criticare la parolaccia urlata da quei bimbi (“merda”) davanti alla miseria che ogni giorno, gli stessi, offrono a quelli che saranno anche i tifosi di domani, parlando di sport.

Il Romanista, complice il sorpasso della Juve sulla Roma, ha pubblicato articoli dall’alto contenuto educativo. Ad esempio quello di Daniele Galli che, con la scusa del coro dei bimbi ha tirato dentro di tutto un po’, in un crescendo degno del miglior interprete del sentimento antijuve: "Se c’è un dio del calcio lassù, prima o poi questo loro mondo imploderà su se stesso. Questo loro mondo di scudetti di cartapestache gli sono stati assegnati da una storia di favori arbitrali oppure che si sono assegnati da soli con la protervia del bullo di campionato." Una considerazione profonda che trae linfa vitale dalle chiacchiere da bar e che sicuramente contribuirà ad accrescere nei tifosi di domani una sana cultura dello sport, non credete?

Su il Tempo, Simone Pieretti, introduce l’argomento titolando: “Sfruttamento minorile per aggirare la squalifica delle curve” , dove gli stessi bambini vengono descritti come "dodicimila bimbi già addestrati a fare i piccoli ultrà Ragazzini piazzati in curva per tappare i buchi, e coprire la vergogna di un atteggiamento sbagliato, quello degli adulti". Non c’è nulla da aggiungere, altra pagina di “giornalismo” da incorniciare e far leggere a tutti i “piccoli ultrà” delle scuole calcio d’Italia.

Ne parla anche Palombo che sulla Gazzetta dello Sport termina in questo modo il suo articolo: “Cinquemila euro per diecimila bambini: certo, se si potesse sottrarre a ciascuno di loro mezzo euro di paghetta, avremmo la certezza che il messaggio è davvero giunto a destinazione...”. Rilanciamo l’idea estendendola a tutto il calcio italiano, non solo ai 12.000 bambini di Torino: perché non multare con mezzo euro tutti i tifosi che in tutti gli stadi d’Italia urlano parolacce? Troppo facile fare la morale ai bambini.

La lezioncina arriva anche da Pancalli che sull’argomento si è espresso in questo modo: “Sono pienamente d’accordo con la multa alla società, che è sacrosanta, ma andavano puniti anche gli stessi bambini e i loro accompagnatori. Dovevano essere sanzionati anche i bimbi e i loro accompagnatori perchè evidentemente è stato sbagliato ‘l’approccio alla partita’, l’avvicinamento all’evento, e forse non tutti hanno capito il perchè quei bambini erano in curva domenica, nè tutti gli accompagnatori lo hanno ben spiegato”. Meglio curve chiuse? “No, mai. Meglio preparare, educare, formare e ripetere l’esperienza con i bambini, di certo meglio dell’assordante silenzio di una curva vuota”. Ci permettiamo anche qui di fare una piccola riflessione: perché non punire anche le istituzioni incapaci di portare avanti una sensibilizzazione verso i veri valori dello sport? Pancalli dovrebbe seriamente interrogarsi, come rappresentate di questo sport, del perché la cultura sportiva degli italiani rasenta la ridicolaggine e ad agire di conseguenza per migliorarla.

Domenico Secondi per Libero, accusa Conte di arruolare i bambini come “scudi umani anti-polemiche … all’inizio dei cinque giorni che potrebbero cambiare le sorti della stagione della Juve.” Mi viene quasi da sorridere, perché la situazione descritta è ridicola se riportata nel modo corretto. Un giornalista, durante la conferenza stampa pre-partita, chiede a Conte un parere sulla multa; cosa doveva fare il mister se non rispondere? Una trovata attira lettori da premio nobel quella che unisce la critica all’icona juventina (Conte) all’argomento del momento (i bimbi).

Da chi dovrebbero prendere esempio i bambini se sono circondati dal solo odio sportivo? Questi articoli, che sono solo una piccola selezione, sono fruibili da chiunque usi Internet e sappiamo bene come il mondo giovanile interagisca costantemente con il web. Insomma pensate che siano da insegnamento?
Chi condiziona l’opinione pubblica agisce per opportunità e chi è a capo di istituzioni sportive approfitta della situazione per fare la morale (intanto guadagna un po’ di visibilità) senza proporre qualcosa di concreto per educare piccoli e grandi. Ci sarebbero così tante situazioni da dover affrontare seriamente, che vedere tanto affanno intorno a dei bambini riesce solo a suscitare sdegno.

Pubblicato sul settimanale n. 46 del 12.12.2013


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